“Ti richiamo” di Stefano Adami

Una mia studentessa americana mi chiama dagli Usa, un grande piacere. ‘Ti ricordi’ – mi dice – ‘del caso di Perugia?’.

‘Come no? La povera ragazza inglese che fu uccisa la notte di Halloween…’

‘Beh, ora, qui in America, l’indiziata, quella Amanda Knox di Seattle, rientrata, è diventata una celebrità…’

‘Già, che tristezza…’

‘Sta scrivendo delle memorie pagate milioni, ed è uscito un film su di lei… a suo favore, naturalmente…’

‘L’anno che successe quell’omicidio insegnavo a Chicago; a tutti quelli che mi chiedevano che ne pensavo, chi era stato secondo me, rispondevo: l’americana, chiaramente…’

‘Me lo ricordo’

‘E poi non sopportavo la campagna mediatica messa in piedi dagli Stati Uniti…’

‘Campagna?’

‘Ma sì… tutti i giorni, in tv o sui giornali, si diceva di quanto il sistema legale italiano fosse vecchio e ingiusto… e questi discorsi proprio nel paese in cui esiste ancora la pena di morte, usatissima… specie con chi, si scopre dopo, era innocente…’

‘Hai ragione… è triste’

‘Poi si diceva sempre di che ragazza perfetta fosse Amanda Knox, prima… tutta casa, Barbie e chiesa, a Seattle… pervertita dall’Italia medievale e lussuriosa, incastrata dalla nostra peccaminosità, furberia….Sembra di stare ne La pelle…’

‘Mi ricordo, intervistavano sempre il padre, la madre, i suoi amici…’

‘Una santa ragazzina… perduta nell’Italia malata… restituteci la martire!’

‘Sì, siamo ipocriti’

‘Sai cosa? A me i fatti di Perugia ricordano molto il caso Cermis…’

‘Cermis?’

‘Sì… nel 1998 uno scanzonato pilota militare americano, mentre faceva le sue acrobazie in Val di Fiemme, tranciò i cavi di una funivia, che precipitò. Morirono 20 persone, non solo italiani. Nessun colpevole, of course. E l’omicidio di Nicola Calipari…’

‘Calipari?’

‘Sì, quello che fu ucciso in Irak… aveva appena liberato una giornalista italiana… ma è una lunga storia… te la racconterò un’altra volta’

Silenzio. Riprendo. ‘Insomma, a Perugia ha fatto tutto l’ivoriano, Rudi, quello che è in prigione, ha fatto tutto lui da solo… ha persino lustrato la casa a specchio… tutto da solo… ‘

‘E la crisi si sente da voi in Italia?’

‘Eccome… un mio amico dice che i paesi europei dovrebbero fare guerra diplomatica e commerciale alla Germania, per farle capire che non può ricattare l’Europa intera… ha già fatto fallire la Grecia…’

‘Ma la Grecia non doveva entrare nell’Euro…’

‘E allora perchè l’hanno fatta entrare? Perchè non si sono accorti che aveva truccato i conti?’

‘Ho visto che in Italia ci sono di nuovo le BR…’

‘Specchietti per accecare i gonzi. Se la gente ha paura, non critica e non scende per strada…’

‘Dici?’

‘E il vostro Obama?’

‘Mah… sai che pare che Romney sia avanti nei sondaggi?’

‘C’è da ridere…’

‘Non ha avuto quattro anni facili. Ora dicono che la sua riforma sanitaria è incostituzionale. Doveva riformare Wall Street, limitare l’avidità cannibale degli operatori finanziari… ma ne parla solo adesso. Si vede che prima gli era impossibile… Hai visto Marginal call?’

‘No, non ancora..’

Ascolta. ‘Ti manca l’America?’

‘Non saprei…’

‘Aspetta… sta succedendo qualcosa per strada… ti richiamo’

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MES il fondo impicca stati

Altro che fondo salva stati, il MES (Esm in inglese) non è altro che un cappio da stringere intorno al collo degli stati indebitati.

In un momento in cui la trasparenza da parte delle istituzioni verso i popoli europei dovrebbe essere un principio fondamentale, l’opacità ne è la rock star. Il popolo non deve sapere altrimenti il castello di carte crolla e con sè la finanza mondiale. Stiamo sempre più avvicinandoci ad un bivio nel quale qualsiasi via scelta ne usciremo con le ossa rotte. Cerchiamo almeno di uscirne con speranze future e non è indebitandoci ulteriormente che questo può avvenire. Questi governi ci stanno conducendo al macello sociale peraltro non dando nessun segno di voler ridurre il debito che cavalca verso quota 2000 miliardi.

Guardate il video e diffondetelo, la gente deve sapere.

S.

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Satira Vauro 2012

 

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Acqua e finanza

Tanto per ricollegarmi al post precedente.

S.

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I curatori fallimentari

Il nuovo governo italiano è il nostro curatore fallimentare. Dov’ è finita la parola equità, con la quale il sig. Monti si riempiva la bocca all’inizio del suo mandato? Dove sono le riforme per la crescita? Avete sentito parlare di tagli alla spesa pubblica?

Oramai lo vede anche un cieco che è un governo salva banche.Non capisco il perchè si continui a parlare di spread quando abbiamo un debito pubblico che non accenna a diminuire (stiamo raggiungendo i 2000 miliardi di €). Con  le banche italiane che hanno ricevuto quasi 200 miliardi dalla Banca Centrale Europea al 1% e lo hanno investito in titoli di Stato al 4% lo spread lo facevo calare anch’io, senza aver fatto la Bocconi o qualche c…. di master. Comunque non vedo l’ombra di conflitto di interessi, chi in tempo, chi fuori tempo, si sono tutti dimessi dalle rispettive, Goldman Sachs, gruppo intesa e Bildenberg vari.

Per fortuna che i 180 miliardi di € secondo alcuni rispettati quotidiani, dovevano essere investiti nelle famiglie e nelle imprese per non sfaldare il tessuto sociale. Invece eccoli lì, creiamo denaro telematico per pagare degl’interessi di un debito che non cenna a diminuire. Creare dei soldi dal nulla per pagare il debito è perverso e diabolico. E tutti i principali media italiani (servi) a cantare le lodi del governo Monti, che ha diminuito lo spread, vorrei vedere, chi non vince con un cavallo dopato?

Il governo Monti ci costerà caro, sono appena tornato dall’Italia e l’aria che si respira è rarefatta. L’economia italiana sta collassando e l’incarico di questo governo è quello di garantire il debito italiano, in mano alle banche che fino a ieri hanno diretto. La Banca Centrale con questa mossa a dato ulteriormente in mano l’Italia alle banche. I cittadini italiani se ne stanno già accorgendo, aumento della pressione fiscale, perdita di potere d’acquisto, imprese strozzate da uno stato ingordo che non paga e costrette a licenziare.

In Italia ormai non paga più nessuno, il marchingegno economico si è spaccato, la mancanza di liquidità ha ingrippato gli ingranaggi. Unici segnali positivi arrivano da settori innovativi, mentre i più tradizionali come l’edilizia soffrono se non spariscono.

Il fallimento è più vicino di quanto si pensi. Sembra che, più nella opinione pubblica nasce un sentimento responsabile nel riapropriarsi della vita politica, più i grandi gruppi finanziari, sapendo di non poter contare più su politici servi, fuggono a gambe levate col bottino, dato dalle nostre tasse. Penso che parte della speculazione che ha portato i tassi sul debito italiano oltre il 4%, derivi dal fatto che nel referendum del giugno 2011, come non succedeva da decenni, gli italiani hanno sbattuto la porta in faccia alle lobby del nucleare e dell’acqua privata.

Falliremmo ma se può essere una magra consolazione saremmo più liberi da lobby sanguisuga. Il problema sarà se la maggior parte degli italiani siano pronti a rimboccarsi le maniche, rinunciando ai privilegi fino a qui acquisiti, per ricostruire un paese più democratico che, dopo questa crisi, sarà economicamente in ginocchio.

S.

 

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Fernando de Noronha – PE- Brasil

3 giorni dopo il mio ritorno in Brasile dall’Italia ero di nuovo in volo. Questa volta la destinazione era a un’ora di aereo da Recife. Destinazione : Fernando de Noronha. Incredibile. E chi avrebbe mai pensato di andarci? Quello è uno di quei posti che solo il volo mi sarebbe costato come un mese di lavoro. Ma Sandro, grazie a degli amici che lavorano lì, ha trovato un’occasione imperdibile. Pronti, via.

Fernando de Noronha è un arcipelago di isolotti nell’Oceano Atlantico, situato al largo di Rio Grande do Norte. Ma fa parte del Pernambuco. E’ la sua perla. Solo l’isola principale è abitata, con una popolazione nativa di circa 4000 persone. Ha un aeroporto che occupa un terzo della lunghezza dell’isola. E una serie di spiagge, scogliere, rocce da togliere il fiato.

Atterrare a Fernando de Noronha fa paura: non vedi la pista , ti sembra di finire direttamente in mezzo alla vegetazione. E ci sono un sacco di stormi di uccelli. E’ magnifico. Quasi per la prima volta da quando sono qui mi sono sentita totalmente avvolta da questa natura rigogliosa. Una natura che qui viene rispettata. C’è un ente che controlla molto severamente chi non rispetta le norme ambientali. Quest’isola è controllatissima. Moltissimi sono i divieti, come quello di pescare (qualsiasi cosa), quello di fare il bagno in alcune piscine naturali o come quello di usare il protettore solare per entrare in acqua. Pochissimi sono i pescatori (ovviamente locali) che hanno il permesso per pescare in questo paradiso terrestre.

Sì, è un paradiso, un paradiso carissimo, dove tutto costa veramente tanto. Perchè tutto arriva dal continente, non si coltiva la terra (a parte qualche piccola coltivazione di insalata idroponica), non c’è bestiame al pascolo, insomma, niente che arrechi danno a questo piccolo arcipelago è permesso. Ed effettivamente la cosa sembra funzionare. Per ora è il mare più bello che abbia mai visto qui in Brasile, le spiagge sono semideserte grazie anche al fatto che esiste un numero massimo permesso di turisti al giorno, la barriera corallina è coloratissima, intatta. Moltissime specie animali si possono vedere con una semplice immersione con maschera e boccaglio, tra cui anche squali (innocui) e tartarughe marine.

Per chi vuole farci un giretto posso dare alcuni consigli. Per prima cosa il periodo è importantissimo. Io ci sono stata tra luglio e agosto, e il mare era perfetto. Certo, c’è il rischio di qualche pioggia qua e là essendo nel periodo delle piogge, ma da quel che ho capito Fernando de Noronha non ne è particolarmente colpita. Evitate il mese di gennaio (occhio a dicembre e febbraio) a meno che non siate dei surfisti. In quel periodo il mare è molto agitato, ma così agitato che è impossibile metterci dentro un piede anche per una semplice nuotatina; non a caso proprio in questi mesi si svolgono i campionati di surf. Soldi: si spende molto, in un ristorante non si spende mai meno di 50 reais a testa, ma esistono anche delle “lanchonete” (piccoli bar, paninoteche) dove si può mangiare un hamburger o utilizzare la formula self-service. Ovvio che gli appassioanti della buona cucina resteranno con l’amaro in bocca, ma per alcuni giorni a Fernando ci si può anche adattare. Per dormire ci sono varie soluzioni: pousadas de lusso, che possono anche raggiungere cifre intorno ai 1000 reais al giorno, ou pousadas più semplici, che hanno un prezzo che si aggira intorno ai 150 reais a notte. Che sono comunque molto care, perchè spesso la qualità delle stanze non sarebbe da quelle cifre. Ma si paga il posto in cui siete, tutto qui. Ci sono delle soluzioni più economiche, come delle stanze affittate dagli abitanti locali, direttamente a casa loro. Bisogna solo avere pazienza di cercare. Ah, quasi dimenticavo, esiste una tassa per ogni giorno di permanenza sull’isola pari a circa 35 reais al giorno per persona, tassa che serve per mantenere l’isola esattamente com’è. Avviso solo che questi sono i prezzi del 2010, bisogna controllare che non abbiano subito aumenti, cosa molto probabile visto il generale aumento del costo della vita qui in Brasile.

Una cosa posso dire, per concludere: la sensazione è quella di essere un intruso in un mondo dominato dalla natura e dagli animali, ti senti piccolo piccolo ed è una bellissima sensazione!

A

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Spiragli

La mia intenzione oggi, era quella di scrivere un articolo duro verso la politica italiana, poi navigando mi sono imbattuto in questo video, lui è Giovanni Favia del movimento 5 stelle. Se ci fossero un centinaio di parlamentari come lui l’Italia non sarebbe a questi livelli, probabilmente ne basterebbero anche meno.

Guardiamo al futuro, il presente scotta!

S.

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Due al Dikteon

Un racconto dell’amico Stefano Adami

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I mulini a vento di Pinakiano non servono più a nessuno, hanno perso
le triangolari vele bianche, sono rimasti solo i grandi bracci di
legno e i fusti di pietra, tesi verso il cielo. All’entrata di un
villaggio senza nome, ci fermiamo e chiediamo ad una vecchina vestita
di nero, che sta prendendo la cavezza di un asino. Ci indica
semplicemente, sotto i baffi, con un dito. ‘Psychrò’, dice. Il nome ha
un vago senso di sventura. ‘La Grecia, la povera Grecia’, faccio io.
‘La povera Grecia… ha inventato l’Europa, ha inventato l’occidente,
e guarda l’Europa come la riduce…’. ‘Beh…’, dice lei. ‘Beh che?’,
chiedo. ‘Le invenzioni funzionano sempre male’, mi spiega. ‘Poi ti
tradiscono’. Prendiamo una buca. ‘Pensa a Frankenstein…’. ‘Ma lì non
era l’invenzione, era l’inventore, semmai…’. ‘Appunto’. ‘Vabbè…’,
commenta. Cambia marcia. In Italia, invece, c’abbiamo i Trenta
Tiranni…. Siamo sull’altipiano, verdissimo, dopo aver attraversato
una strada rocciosa e desertica in grande pendenza. Qui alcuni mulini
funzionano ancora, guarda un po’. Sarà mica per i turisti? Ripenso al
barista della sera prima, che allungandomi il cuba libre mi parlava
della decadenza greca. Era albanese. ‘La nostra povera Grecia..’,
riprendo. ‘Ahò’, dice lei. ‘Ma questa non è la Grecia… è Creta’. ‘Ah
no?’. Arrivati a Psychrò, pernottiamo. Fa un gran freddo.
La mattina all’alba di nuovo sulla scatoletta di tonno, per arrivare
all’ora giusta al punto X. Parcheggiamo, paghiamo il biglietto,
cominciamo a salire a piedi. Un sentiero largo, poi stretto, poi si
riallarga, poi si restringe. Ammazza, che freddo. Eccoci finalmente
all’imboccatura. E si comincia a scendere per i gradini scavati nella
roccia, guizzanti, sguillanti, zuppi e scivolosi. L’aria è gelida.
Qualcuno fuori schiamazza, le solite comitive, invece bisognerebbe
scendere giù sotto in raccolto silenzio. Ma chi sono, questi
schiamazzatori, spagnoli, tedeschi? No, marciano troppo disordinati
per essere tedeschi. ‘Certo’, riprendo. ‘Eh’, fa lei. ‘Ma tu pensa che
il dio, da neonato, se ne stava quaggiù’, le dico. ‘E infatti sembra
proprio un ventre materno’. ‘Ma era già nato!’. ‘Ma che vuol dire…
era un dio!’. ‘Ah, sì, e perchè era un dio doveva stare in grembo più
a lungo degli altri, eh?’. Arriviamo giù in fondo dopo un paio di
scivoloni, per fortuna evitati da un congruo appolpamento sulle rocce
a lato dei gradini. Sgnak! ‘Guarda, c’era anche l’acqua…’. ‘Per il
bagnetto…’. Insomma, il dio se ne stava qua sotto, in mezzo a questi
spunzoni, a ‘ste rocce bagnate…. Restiamo per un bel po’ giù in
fondo, a contemplare i vari attorcigliamenti rocciosi. Risaliamo. Da
sotto, le metto delicatamente la mano sulla spalla, per sostenere la
risalita, e lei si abbandona. L’amore a volte può trasformare i
luoghi, e viceversa, i luoghi possono trasformare l’amore. Specie un
luogo come questo, dove sognavo da tempo di tornare, dove una grande
altezza diventa una grande pianura, che poi diventa un grande
strisciare nelle profondità umide della terra. Però il potere
dell’amore, di trasformare tutto, c’è solo all’inizio. Dopo
s’annacqua. Bisognerebbe innamorarsi, diciamo, ogni due anni. Ma
allora diventerebbe un lavoro. Usurante. Sono, siamo quasi risaliti.
‘Vieni a riempire le nostre brocche, a riempire i nostri fertili
desideri…. Vieni con un nuovo uomo, nuove leggi…’. Così dice
l’inno allo Zeus del Dikteon.

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Bob Sinclar is in the house!!

Spettacolare festa Brahma nel centro della follia Olidense.

S.

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Carnevale 2012 – Bob Sinclar

Domenica 19 febbraio 2012 grande evento nel centro storico di Olinda organizzato dalla famosa multinazionale della birra Ambev. In occasione del carnevale, in una antica casa coloniale, con il marchio Brahma vip, si alterneranno vari gruppi musicali locali per arrivare al clou della serata con Bob Sinclar, dj di fama internazionale.

I biglietti sono in vendita, se siete da queste parti contattatemi, il divertimento è assicurato.

S.

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L’orto! Sovversivo!

alla fine sono sempre le cose semplici che ti aprono nuovi orizzonti. Un orto può essere sovversivo?  Sto cercando di scoprirlo, il video mi ha aiutato molto, alla fine è una questione di buona volontà. Qualche tempo fa ho visto sul terrazzo di un caro amico, varietà di spezie e ne sono rimasto colpito. Pensare che qui attorno alla casa abbiamo un po’ di terreno libero e l’unica pianta commestibile piantata è il basilico. Dopo la visione di questo video mi è venuta la voglia di sostituire gli ortaggi alle siepi vediamo che danni riesco a combinare, amici venite in mio soccorso, potete lasciare commenti, link, curiosità, segreti, per me sarà tutto una grande novità.

S.

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La montagna da giù

Un racconto dell’amico Stefano Adami

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Le creature del piano guardano alla montagna con sospetto, con reverenza e
con timore. In genere. Da che mondo è mondo, in montagna, protetti da un
gran nebbione, abitano e trafficano gli Olimpi, tra cene, bevute,
litigate, maldicenze, lap dance, trenini, e in montagna si fanno i
sacrifici umani. Si celebrano i misteri. In montagna ci cade la neve, la
neve è bianca, e questa sembra una banalità. Non è una banalità. Ogni
tanto, nella foga di qualche discussione, agli Olimpi scappa per sbaglio
di mano un lampo, un fulmine, un terremoto, o scatenano qualche guerra
mentre sono sovrappensiero. (No, non stanno per candidarsi alla Presidenza
degli Stati Uniti). Qualche sacrificio umano viene fatto per errore.
Avevano già sacrificato tutti e per sbaglio ne hanno messo uno in più.
Oppure hanno sacrificato uno nel giorno sbagliato, l’avevano detto, di
controllare meglio il calendario. Ma quale usate, scusa, quello Maya?
Lasciate perdere, si sa che quello porta sfortuna. Pazienza, peccati
veniali. La prossima volta, per espiare, se ne sacrificherà uno in più. In
montagna, per tradizione, ci salivano sempre i sacerdoti, i pastori di
popoli. Il popolo lo lasciavano giù, a brucare. Poi tornavano sotto con
qualche tavola istoriata (bella, eh?, me l’hanno regalata… attenti che
si rompe), una lista di obblighi, un contratto da firmare, qualche
bolletta da pagare, cartelle di Equitalia.
Noi, creature della piana, si striscia come bisce fra l’erba, tra la città
e il fiume, tra i miasmi dell’aria pesante, a quattro zampe, in montagna
no, in montagna si sale o si scende. (Scendere è meglio, però). Nell’aria
fina. Per questo gli abitanti della montagna guardano quelli del piano con
un po’ di condiscendenza. E con un po’ di superiorità. L’unico che non
guarda alla montagna nè con sospetto nè con timore è Alessandro Baricco.
E’ convinto infatti che la montagna debbe avere timore di lui. Ma molti
sanno la verità. La montagna ha dichiarato più volte che Baricco l’ha
molto deluso.
La scienza può spiegare tante cose. La montagna è sempre l’esito di un
vulcano, o di una corrugazione della buccia terrestre strizzata dal gioco
a nascondino delle zolle tettoniche che si rincorrono e si prendono a
spintoni. E’ per queste dinamiche strane che spesso si trovano in montagna
fossili marini. A volte si trova anche qualche aragosta (coi porcini sono
buonissime). Spallate, nocchini, frontini, scappellotti, ridarella, quello
che non si fanno tra loro queste zolle tettoniche, mentre maestri e
parenti non guardano. Come cambiano i tempi, una volta si comportavano
meglio, oggi non si reggono più. Sarà colpa della tv, di internet, o
dell’iphone. Quando torniamo a casa lo dico a tuo padre che ti gonfia di
botte, vedrai! E all’improvviso, tac, ti emerge, si alza, una montagna.
Gli umani ne restano sempre un po’ colpiti. Per cercare di umanizzare e
mettere il fenomeno alla loro altezza, spesso ne hanno parlato con
metafore sessuali. Certo non è un caso che si parli di Monte di Venere. O
di Ventre della Montagna.
L’ascesa al monte ventoso è sempre una cosa faticosa e laboriosa a cui ci
si applica con gran sudata nella speranza di raggiungere, una volta in
cima, bene, sì, aaa, un momento di beatitudine totale. Ce l’ha detto
Petrarca. Ma lo sapevano già gli etruschi; in molti affreschi che si
possono leggere nei più minuti dettagli nelle loro tombe spesso si trova
dipinta, infatti, una figura umana, forse un sacerdote, che manipola una
montagna in certe parti e nei modi più strani. Che le starà facendo? Quali
arcani movimenti compie il sacerdote con l’imposizione delle mani sulla
montagna? Non si sa di preciso, si vede solo benissimo che la montagna ne
ha parecchia soddisfazione. E che quegli affreschi è meglio non farli
vedere ai bimbi. Anche la montagna ha le sue sensibilità, e quei suoi
momenti particolari in cui è meglio starle lontano. Ma questi sono proprio
i motivi per cui gli uomini continuano a frequentare le montagne. Come si
farebbe, senza montagne? Il mondo sarebbe invivibile.
Ci sono dei paesi senza montagne, infatti. Paesi destinati, condannati
alla pianura. Prendete l’Olanda. Non c’è l’ombra di un rilievo. Ebbene, è
un paese in cui il mal di montagna è anche più forte del mal d’Africa. Una
nostalgia profonda delle montagne serpeggia tra gli olandesi. Ogni tanto
se ne inventano una, di montagna, guarda, era qui, sarà andata a fare due
passi… Il quartiere rosso, ad Amsterdam, se lo sono inventati nel
Medioevo, per non pensare ossessivamente alle montagne.
Anche le tradizioni orali possono spiegare tante cose. In pianura, sono
sempre un po’ piatte. Per forza, sono schiacciate verso la linea di terra.
E’ in montagna che si scatenano e tirano fuori dal cappello (o dal sacco
del carbonaio) tutta una genia di esseri, esserini, esseracci che popolano
nei modi più disparati notti, giorni, caverne, boschi e bottiglie. Sono
esserini davvero curiosi e instabili, un po’ grillo parlante, un po’ uomo
delle nevi.
Filosofi e artisti sono sempre scappati in montagna per creare, prendete
Nietzsche, prendete Cezanne. Cezanne dipingeva la Montagna Saint Victoire
a tutte le ore del giorno, perchè era convinto che la montagna gli tenesse
il muso, voleva sorprenderla, prima o poi, e rinfacciarglielo
adeguatamente. Gli abitatori della montagna, uomini e donne, trasudano una
spiritualità particolare. Qualcosa di misterico li lega ai prodotti degli
umori della montagna, funghi, castagne, vino, birra. Forse i re magi erano
di montagna. Legami che, nel piano, non possono capire nè afferrare. Sono
legami molto profondi, radicati nel fatto che la montagna va ascoltata, in
silenzio, ha molto da dire. Anche la montagna ha i suoi complessi di
inferiorità. Situazioni in cui si sente piccola piccola.
Heidegger aveva ragione, gli dei hanno abbandonato la montagna. Però, come
ben sanno gli abitanti delle montagne, passano ogni mese a riscuotere
l’affitto.

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Il grande inganno

Sono passati più di dieci anni ormai dal 11/09/01. Vari documentari come questo sono stati pubblicati in internet già molti anni fa ma sono ancora convinto che molti di voi non si sono presi la briga di guardarseli. Però pensandoci bene è meglio così, meglio non sapere, non porsi domande, abbiamo già tante cose a cui pensare, forse è più semplice accettare la versione ufficiale.

Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe. (Mark Twain)

S.

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I nostri nuovi padroni

La sovranità nazionale l’Italia l’ha persa nel momento in cui la BCE ha inviato la lettera al nostro ormai ex-governo con le istruzioni per uscire dalla crisi finanziaria che ci attanaglia. I padroni hanno licenziato i camerieri o meglio i banchieri hanno licenziato i politici. Banchieri senza scrupoli, creano le crisi per impossessarsi della sovranità degli stati.

Vi presento i nostri nuovi padroni.

Tutti i nomi degli italiani in Bilderberg
Un elenco degli italiani che hanno partecipato ad almeno una delle riunioni avvenute dal 1982 ad oggi, l’elenco è tratto dal sito disinformazione.it

AGNELLI GIOVANNI *
AGNELLI UMBERTO *
AMBROSETTI ALFREDO *
Presidente Gruppo Ambrosetti
BERNABE’ FRANCO * Ufficio italiano per le iniziative sulla Ricostruzione nei Balcani
BONINO EMMA Membro della Commissione Europea
CANTONI GIAMPIERO Presidente BNL
CARACCIOLO LUCIO * Direttore Limes
CAVALCHINI LUIGI G. Unione Europea
CERETELLLI ADRIANA Giornalista, Bruxelles
CIPOLLETTA INNOCENZO Direttore Generale Confindustria
CITTADINI CESI GIAN C. * Diplomatico USA
DE BENEDETTI RODOLDO * CIR
DE BORTOLI FERRUCCIO * RCS libri
DE MICHELIS GIANNI Ministro degli Affari Esteri
DRAGHI MARIO Direttore Min. Tesoro
FRESCO PAOLO Presidente FIAT
GALATERI GABRIELE Mediobanca
GIAVAZZI FRANCESCO * Dicente Economia Bocconi
LA MALFA GIORGIO Segretario nazionale PRI
MARTELLI CLAUDIO Deputato – Ministero Grazia e Giustizia
MASERA RAINER S. Direttore generale IMI
MERLINI CESARE * Vicepresidente Council for the United States and Italy
MONTI MARIO * Commissione Europea
PADOA SCHIOPPA TOMMASO * BCE Banca Centrale Europea
PASSERA CORRADO *
Banca Intesa
PRODI ROMANO * Presidente UE
PROFUMO ALESSANDRO Credito Italiano
RIOTTA GIANNI * Editorialista La Stampa
ROGNONI VIRGINIO
Ministero della Difesa
ROMANO SERGIO Editorialista La Stampa
ROSSELLA CARLO Editorialista La Stampa
RUGGIERO RENATO * Vicepresidente Schroder Salomon Smith Barney
SCARONI PAOLO * ENEL Spa
SILVESTRI STEFANO * Istituto Affari Internazionali
SINISCALCO DOMENICO Direttore Generale Ministero Economia
SPINELLI BARBARA Corrispondente da Parigi – La Stampa
STILLE UGO Corriere della Sera
TREMONTI GIULIO * Ministro dell’Economia
TRONCHETTI PROVERA MARCO * Pirelli Spa
VELTRONI VALTER Editore L’Unità
VISCO IGNAZIO * Banca d’Italia
VITTORINO ANTONIO Commissione Giustizia UE
ZANNONI PAOLO * FIAT

S.

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Scacco matto all’Europa

Alquanto inquietante non pensate?

S.

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