Una mia studentessa americana mi chiama dagli Usa, un grande piacere. ‘Ti ricordi’ – mi dice – ‘del caso di Perugia?’.
‘Come no? La povera ragazza inglese che fu uccisa la notte di Halloween…’
‘Beh, ora, qui in America, l’indiziata, quella Amanda Knox di Seattle, rientrata, è diventata una celebrità…’
‘Già, che tristezza…’
‘Sta scrivendo delle memorie pagate milioni, ed è uscito un film su di lei… a suo favore, naturalmente…’
‘L’anno che successe quell’omicidio insegnavo a Chicago; a tutti quelli che mi chiedevano che ne pensavo, chi era stato secondo me, rispondevo: l’americana, chiaramente…’
‘Me lo ricordo’
‘E poi non sopportavo la campagna mediatica messa in piedi dagli Stati Uniti…’
‘Campagna?’
‘Ma sì… tutti i giorni, in tv o sui giornali, si diceva di quanto il sistema legale italiano fosse vecchio e ingiusto… e questi discorsi proprio nel paese in cui esiste ancora la pena di morte, usatissima… specie con chi, si scopre dopo, era innocente…’
‘Hai ragione… è triste’
‘Poi si diceva sempre di che ragazza perfetta fosse Amanda Knox, prima… tutta casa, Barbie e chiesa, a Seattle… pervertita dall’Italia medievale e lussuriosa, incastrata dalla nostra peccaminosità, furberia….Sembra di stare ne La pelle…’
‘Mi ricordo, intervistavano sempre il padre, la madre, i suoi amici…’
‘Una santa ragazzina… perduta nell’Italia malata… restituteci la martire!’
‘Sì, siamo ipocriti’
‘Sai cosa? A me i fatti di Perugia ricordano molto il caso Cermis…’
‘Cermis?’
‘Sì… nel 1998 uno scanzonato pilota militare americano, mentre faceva le sue acrobazie in Val di Fiemme, tranciò i cavi di una funivia, che precipitò. Morirono 20 persone, non solo italiani. Nessun colpevole, of course. E l’omicidio di Nicola Calipari…’
‘Calipari?’
‘Sì, quello che fu ucciso in Irak… aveva appena liberato una giornalista italiana… ma è una lunga storia… te la racconterò un’altra volta’
Silenzio. Riprendo. ‘Insomma, a Perugia ha fatto tutto l’ivoriano, Rudi, quello che è in prigione, ha fatto tutto lui da solo… ha persino lustrato la casa a specchio… tutto da solo… ‘
‘E la crisi si sente da voi in Italia?’
‘Eccome… un mio amico dice che i paesi europei dovrebbero fare guerra diplomatica e commerciale alla Germania, per farle capire che non può ricattare l’Europa intera… ha già fatto fallire la Grecia…’
‘Ma la Grecia non doveva entrare nell’Euro…’
‘E allora perchè l’hanno fatta entrare? Perchè non si sono accorti che aveva truccato i conti?’
‘Ho visto che in Italia ci sono di nuovo le BR…’
‘Specchietti per accecare i gonzi. Se la gente ha paura, non critica e non scende per strada…’
‘Dici?’
‘E il vostro Obama?’
‘Mah… sai che pare che Romney sia avanti nei sondaggi?’
‘C’è da ridere…’
‘Non ha avuto quattro anni facili. Ora dicono che la sua riforma sanitaria è incostituzionale. Doveva riformare Wall Street, limitare l’avidità cannibale degli operatori finanziari… ma ne parla solo adesso. Si vede che prima gli era impossibile… Hai visto Marginal call?’
‘No, non ancora..’
Ascolta. ‘Ti manca l’America?’
‘Non saprei…’
‘Aspetta… sta succedendo qualcosa per strada… ti richiamo’


Fernando de Noronha – PE- Brasil
apr 12
Pubblicato da Anna in Turismo | Nessun commento
3 giorni dopo il mio ritorno in Brasile dall’Italia ero di nuovo in volo. Questa volta la destinazione era a un’ora di aereo da Recife. Destinazione : Fernando de Noronha. Incredibile. E chi avrebbe mai pensato di andarci? Quello è uno di quei posti che solo il volo mi sarebbe costato come un mese di lavoro. Ma Sandro, grazie a degli amici che lavorano lì, ha trovato un’occasione imperdibile. Pronti, via.
Fernando de Noronha è un arcipelago di isolotti nell’Oceano Atlantico, situato al largo di Rio Grande do Norte. Ma fa parte del Pernambuco. E’ la sua perla. Solo l’isola principale è abitata, con una popolazione nativa di circa 4000 persone. Ha un aeroporto che occupa un terzo della lunghezza dell’isola. E una serie di spiagge, scogliere, rocce da togliere il fiato.
Atterrare a Fernando de Noronha fa paura: non vedi la pista , ti sembra di finire direttamente in mezzo alla vegetazione. E ci sono un sacco di stormi di uccelli. E’ magnifico. Quasi per la prima volta da quando sono qui mi sono sentita totalmente avvolta da questa natura rigogliosa. Una natura che qui viene rispettata. C’è un ente che controlla molto severamente chi non rispetta le norme ambientali. Quest’isola è controllatissima. Moltissimi sono i divieti, come quello di pescare (qualsiasi cosa), quello di fare il bagno in alcune piscine naturali o come quello di usare il protettore solare per entrare in acqua. Pochissimi sono i pescatori (ovviamente locali) che hanno il permesso per pescare in questo paradiso terrestre.
Sì, è un paradiso, un paradiso carissimo, dove tutto costa veramente tanto. Perchè tutto arriva dal continente, non si coltiva la terra (a parte qualche piccola coltivazione di insalata idroponica), non c’è bestiame al pascolo, insomma, niente che arrechi danno a questo piccolo arcipelago è permesso. Ed effettivamente la cosa sembra funzionare. Per ora è il mare più bello che abbia mai visto qui in Brasile, le spiagge sono semideserte grazie anche al fatto che esiste un numero massimo permesso di turisti al giorno, la barriera corallina è coloratissima, intatta. Moltissime specie animali si possono vedere con una semplice immersione con maschera e boccaglio, tra cui anche squali (innocui) e tartarughe marine.
Per chi vuole farci un giretto posso dare alcuni consigli. Per prima cosa il periodo è importantissimo. Io ci sono stata tra luglio e agosto, e il mare era perfetto. Certo, c’è il rischio di qualche pioggia qua e là essendo nel periodo delle piogge, ma da quel che ho capito Fernando de Noronha non ne è particolarmente colpita. Evitate il mese di gennaio (occhio a dicembre e febbraio) a meno che non siate dei surfisti. In quel periodo il mare è molto agitato, ma così agitato che è impossibile metterci dentro un piede anche per una semplice nuotatina; non a caso proprio in questi mesi si svolgono i campionati di surf. Soldi: si spende molto, in un ristorante non si spende mai meno di 50 reais a testa, ma esistono anche delle “lanchonete” (piccoli bar, paninoteche) dove si può mangiare un hamburger o utilizzare la formula self-service. Ovvio che gli appassioanti della buona cucina resteranno con l’amaro in bocca, ma per alcuni giorni a Fernando ci si può anche adattare. Per dormire ci sono varie soluzioni: pousadas de lusso, che possono anche raggiungere cifre intorno ai 1000 reais al giorno, ou pousadas più semplici, che hanno un prezzo che si aggira intorno ai 150 reais a notte. Che sono comunque molto care, perchè spesso la qualità delle stanze non sarebbe da quelle cifre. Ma si paga il posto in cui siete, tutto qui. Ci sono delle soluzioni più economiche, come delle stanze affittate dagli abitanti locali, direttamente a casa loro. Bisogna solo avere pazienza di cercare. Ah, quasi dimenticavo, esiste una tassa per ogni giorno di permanenza sull’isola pari a circa 35 reais al giorno per persona, tassa che serve per mantenere l’isola esattamente com’è. Avviso solo che questi sono i prezzi del 2010, bisogna controllare che non abbiano subito aumenti, cosa molto probabile visto il generale aumento del costo della vita qui in Brasile.
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