Acqua e finanza

di , 5 maggio 2012 22:23

Tanto per ricollegarmi al post precedente.

S.

I curatori fallimentari

di , 5 maggio 2012 21:42

Il nuovo governo italiano è il nostro curatore fallimentare. Dov’ è finita la parola equità, con la quale il sig. Monti si riempiva la bocca all’inizio del suo mandato? Dove sono le riforme per la crescita? Avete sentito parlare di tagli alla spesa pubblica?

Oramai lo vede anche un cieco che è un governo salva banche.Non capisco il perchè si continui a parlare di spread quando abbiamo un debito pubblico che non accenna a diminuire (stiamo raggiungendo i 2000 miliardi di €). Con  le banche italiane che hanno ricevuto quasi 200 miliardi dalla Banca Centrale Europea al 1% e lo hanno investito in titoli di Stato al 4% lo spread lo facevo calare anch’io, senza aver fatto la Bocconi o qualche c…. di master. Comunque non vedo l’ombra di conflitto di interessi, chi in tempo, chi fuori tempo, si sono tutti dimessi dalle rispettive, Goldman Sachs, gruppo intesa e Bildenberg vari.

Per fortuna che i 180 miliardi di € secondo alcuni rispettati quotidiani, dovevano essere investiti nelle famiglie e nelle imprese per non sfaldare il tessuto sociale. Invece eccoli lì, creiamo denaro telematico per pagare degl’interessi di un debito che non cenna a diminuire. Creare dei soldi dal nulla per pagare il debito è perverso e diabolico. E tutti i principali media italiani (servi) a cantare le lodi del governo Monti, che ha diminuito lo spread, vorrei vedere, chi non vince con un cavallo dopato?

Il governo Monti ci costerà caro, sono appena tornato dall’Italia e l’aria che si respira è rarefatta. L’economia italiana sta collassando e l’incarico di questo governo è quello di garantire il debito italiano, in mano alle banche che fino a ieri hanno diretto. La Banca Centrale con questa mossa a dato ulteriormente in mano l’Italia alle banche. I cittadini italiani se ne stanno già accorgendo, aumento della pressione fiscale, perdita di potere d’acquisto, imprese strozzate da uno stato ingordo che non paga e costrette a licenziare.

In Italia ormai non paga più nessuno, il marchingegno economico si è spaccato, la mancanza di liquidità ha ingrippato gli ingranaggi. Unici segnali positivi arrivano da settori innovativi, mentre i più tradizionali come l’edilizia soffrono se non spariscono.

Il fallimento è più vicino di quanto si pensi. Sembra che, più nella opinione pubblica nasce un sentimento responsabile nel riapropriarsi della vita politica, più i grandi gruppi finanziari, sapendo di non poter contare più su politici servi, fuggono a gambe levate col bottino, dato dalle nostre tasse. Penso che parte della speculazione che ha portato i tassi sul debito italiano oltre il 4%, derivi dal fatto che nel referendum del giugno 2011, come non succedeva da decenni, gli italiani hanno sbattuto la porta in faccia alle lobby del nucleare e dell’acqua privata.

Falliremmo ma se può essere una magra consolazione saremmo più liberi da lobby sanguisuga. Il problema sarà se la maggior parte degli italiani siano pronti a rimboccarsi le maniche, rinunciando ai privilegi fino a qui acquisiti, per ricostruire un paese più democratico che, dopo questa crisi, sarà economicamente in ginocchio.

S.

 

Panorama Theme by Themocracy