A Kombi

di , 7 luglio 2009 19:01

In un articolo precedente avevo nominato la Kombi. La sua funzione, generalmente, è quella di portare in giro le persone, facendo un servizio tipo taxi o autobus. Non serve la fermata, ogni Kombi ha una striscia di un colore diverso in base al percorso che fa, costa poco (circa 0,50 cent di euro, per qualsiasi tratta, lunga o corta che sia), ce kombine sono in giro un sacco, e si respira, perchè di solito girano con i portelloni aperti :-) . Per fare una lunga tratta, volendo si arriva anche a Recife in Kombi, bisogna cambiarne diversi. Ma di solito si consigliano tratte brevi, per il costo (che prendine 4 o 5 alla fine ti costa di più dell’autobus) e per la loro stabilità. Guidano molto veloci, e la stabilità di questo veicolo non sembra essere proprio il top. Perciò meglio non trovarsi in autostrada in kombi. Di solito è carico, ma carico, che a volte ho visto ragazzi seduti con il sedere fuori dal finestrino…dev’essere divertente! Io voglio assolutamente andarci, ma il mio problema è che ancora non so bene orientarmi e non capisco nemmeno dove finisce una città e ne inzia un’altra, perciò forse è meglio aspettare ancora un po’. Comunque, per la gente di qui che non ha l’auto è molto comodo, perchè ti porta dove un autobus non arriva, limitandosi quest’ultimo alle sole fermate. Che da una parte potrebbe essere uno svantaggio (oh, io riferisco quello che dice la gente del posto), perchè capita che ti porti fino a una favela, per poi tornare indietro. Di conseguenza, per chi non è del posto è un rischio in più. Poi c’è da dire che non è che la favela è sempre una zona a rischio di morte: ci sono favelas e favelas, non si può fare di tutta l’erba un fascio.

In ogni caso, un consiglio per chi prende i trasporti pubblici: alzare sempre un braccio in modo ben visibile per far sì che si fermi alla tua fermata. Sennò tira dritto. A me, neanche a dirlo, è capitato. Dovevo andare a Tamandarè e quella era l’unica corriera del giorno. La fermata era vicino all’aereoporto di Recife, così Sandro mi ha accompagnata. Io appoggio la borsa per terra e aspetto. Eccola, la vedo arrivare. Ad aspettare con me c’erano altre 20 persone circa. Mi giro per prendere la borsa da terra, faccio per andare verso la corriera e…ma dove cristo è finita?? Già andata, manco si era avvicinata al marciapiede. Nessuno, tra quelle persone, doveva andare a Tamandarè. Ok, io potevo pure immaginarlo che servisse tirare fuori il braccio, ma cristo, ci sono 20 persone, magari uno è pure distratto, ti fermerai un secondo, no? No. Beh, io mi guardo intorno e chiedo a una ragazza perchè la corriera non si fosse fermata. Lei mi spiega il motivo, io incomincio a insultare il mondo dentro di me e la mando quasi a quel paese quando lei mi dice : “ah, ma tanto ne arriverà un’altra…” e io dentro di me: “No imbecille, era l’unica…”. Nonostante l’unica imbecille lì fossi io. Poi il miraggio. Sandro lì con la macchina che mi aspetta. Si era sentito che mi sarebbe successo. E allora, mi dico, perchè cavolo non me lo dice prima pure lui che devo chiamarla ‘sta benedetta corriera?????!!! Lì inizia l’inseguimento, in una strada piena di corsie, ad ogni autobus sorpassato mi giro e controllo “no, non è questa vai avanti, forse è quella laggiù”.  La superiamo, io scendo e la corriera salta comunque la fermata, nonostante mi sbracciassi come un’ossessa. Allora, di nuovo all’inseguimento, Sandro con un’incazzatura notevole e io sull’orlo di una crisi di nervi mista a una crisi di riso. L’unica tattica era superare la corriera, piazzarci davanti e, appena si fermava, fermarci pure noi e non ripartire finchè io non fossi salita. Oh, neanche il tempo di fermarci che Sandro mi butta letteralmente fuori dall’abitacolo gridando : “Veloceeeeeeeeee scendiiiiiiii”… 4 parolacce, scendo dall’auto e monto sulla corriera, dove trovo, MIRACOLOOOO, un posto a sedere. Sì, perchè per Tamandarè il viaggio dura 3 ore, sennò il buon Sandro era ovvio, mi avrebbe accompagnata lui… ;-)

A.

P.S. La foto rappresenta perfettamente le Kombi che girano da queste parti. Però hanno il parabrezza. Sono carinissime!!!

4 commenti per “A Kombi”

  1. Sandro scrive:

    Anna si dimentica che l’inseguimento era partito dalla stazione centrale delle corriere, nel centro di Recife. Un’ora d’inseguimento indimenticabile nonostante qualche incazzatura :)

  2. Matteo scrive:

    Sandro come Silvio… “Non vi lascierò mai soli…”

  3. [...] disperati, la maggioranza delle persone vive dignitosamente, molti non hanno la macchina e usano la Kombi, vivono in famiglie numerose, molti sono protestanti e sono molto attenti al prossimo, ed è [...]

  4. [...] esci dalla porta di casa e ti metti sul ciglio della strada. E aspetti. Aspetti che passi una kombi (dove viviamo noi non passano gli autobus) e appena ne vedi una, fuori il braccio e in carrozza. [...]

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