A scuola

di , 15 luglio 2009 19:55

Mi sento un po’ in colpa. Nei miei ultimi articoli sono stata parecchio critica. Forse perchè sono stati giorni pesanti… o forse perchè piano piano comincio a sentirmi di casa e a vedere le cose come sono in tutti i loro aspetti, belli e meno belli. In realtà, io parto dal presupposto che questo è un paese bellissimo, ma che ha i suoi problemi, e questa non è una novità per nessuno. Non voglio dare l’illusione di un paese in cui vivi con niente, pieno di belle spiagge e culi che ondeggiano. Il Brasile è molto di più. Ovvio, per i turisti da resort è solo quello, ma i turisti da resort non li voglio nemmeno prendere in considerazione. Ma di tutto questo parlerò in un altro momento.

Sabato ho iniziato a insegnare italiano in una scuola in centro a Recife. Eh sì, l’avevo già accennato, però due parole le voglio spendere. Per me è la prima esperienza. Un’esperienza che, da sempre, avevo giurato di non fare mai. Insegnare??? Per carità!!! Invece eccomi qui, a fare le professorina rompipalle. :-) Ma ho scoperto che è divertente, anche perchè insegno la mia lingua a persone straniere, che pagano per imparare. Non credo che riuscirei a insegnare in una scuola in cui gli studenti pensano solo a farla franca (se penso a come ero io a scuola….arghh). Qui sono seriamente interessati. Sono adulti, i corsi sono serali, lo vogliono studiare chi per lavoro, chi per passione, chi per poter viaggiare in Italia. In classe ci sono alcune signore veramente anziane, ma che sono incredibili. Alcune di loro lo sanno quasi parlare, ed è bellissimo. Ti raccontano le loro storie passate, di quando, col marito ormai morto, studiavano le lingue straniere e vogliono portare avanti quella che era la loro passione comune. E hanno ragione. Tengono la mente allenata e restano giovani dentro! Ovviamente la regola base in classe è parlare SOLO italiano. Per me è un po’ svantaggioso perchè non imparo il portoghese, ma, a differenza loro, io sono qui e lo posso praticare ogni minuto. Per ora mi piace molto. Mi fa sorridere la paura e la vergogna che hanno alcuni nel parlare. Mi fa sorridere perchè è la stessa paura che ho sempre avuto io in classe quando studiavo le lingue straniere. Ma alla fine l’unica cosa da superare è lo scoglio iniziale, lanciarsi. Una volta che ci si è lanciati tutto viene da sè. Per ora ho lezione 3 o 4 volte la settimana. Che è già pesantino, perchè lavoro tutto il giorno e poi giù di corsa a Recife. La paga, come ho già accennato, è quasi nulla, forse non riesco a pagarmi nemmeno la benzina del viaggio. Ma mi interessa fare esperienza, conoscere gente nuova, del posto, verace. E finora sono tutti molto carini e gentili con me. Anche perchè gli studenti vanno dai 20 anni in su, ognuno è diverso dall’altro, chi studia, chi lavora, chi non fa niente, bianchi, neri, mulatti. Bello bello bello. Ma questo l’avevo già detto del brasile, no? Che mi piace perchè c’è di tutto? Beh, in caso lo ripeto. 😉

A.

un commento per “A scuola”

  1. Juliana scrive:

    Ciao, curiosavo su internet e ho trovato il vostro interessantissimo blog. Sono brasiliana e ho lasciato la vita metropolitana di San Paolo per vivere una nuova esperienza nella quiete paesana della Valcamonica.
    Il tuo articolo mi ha ricordato i tempi che insegnavo italiano e spagnolo in Brasile. Anch’io guadagnavo pochissimo, a volte niente quando era volontario, ma era bello vedere l’interesse quasi palpabile negli occhi curiosi dei miei allievi.
    Mi manca tantissimo insegnare la vostra lingua. Ma non mi dispiace insegnare il portoghese e diffondere la vera cultura brasiliana, peccato che qui le richieste siano scarse.
    Un caro saluto e in bocca al lupo!

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