Attendere prego

Ho la sensazione che metà della vita, qui, la si passi in attesa. In attesa di tutto. Aspettare e non spazientirsi direi che è un’ ottima regola per non farsi venire una crisi di nervi. E’ risaputo che, in genere, i brasiliani non arrivano mai puntuali. Fino ad adesso infatti non si sono smentiti. Ma questo, in fondo, non mi dispiace. Io sono una ritardataria cronica. Ovviamente, quando vado a dare lezioni a scuola arrivo puntuale. Ma su 12 studenti saranno 5 ad essere puntuali. Così aspetto i classici 5 minuti per vedere se arrivano. Ma alla fine iniziare 5 minuti dopo è peggio: innesca quel naturale meccanismo per cui tutti poi arrivano 15 minuti in ritardo. La cosa migliore è cominciare all’ora stabilita e i ritardatari si attaccano.

Oggi siamo andati a Olinda in kombi e in autobus. Volevo imparare ad usare i mezzi pubblici per quando devo andare a dare lezioni a Olinda e Sandro usa la macchina. L’ultima volta sono andata in taxi, ma ho speso quello che guadagno in due ore di lezione. Perciò è meglio che mi sbrighi a imparare. Siamo andati con Juliana, la ragazza che lavora con noi, suo marito e i suoi pargoletti. Funziona così: esci dalla porta di casa e ti metti sul ciglio della strada. E aspetti. Aspetti che passi una kombi (dove viviamo noi non passano gli autobus) e appena ne vedi una, fuori il braccio e in carrozza. Bello, era la prima volta che la prendevo (nonostante fossimo insieme a una famiglia brasiliana ci stavano facendo pagare quasi il doppio, perchè stranieri!!) :-) Poi scendi dove trovi la fermata dell’autobus più vicina e aspetti. Aspetti il tuo autobus, stando attento al numero, perchè altrimenti chissà dove finisci. Non sai a che ora passerà perchè nelle fermate non ci sono gli orari. Non abbiamo aspettato tanto, solo 15 minuti. Siamo arrivati a Olinda un’ora e un quarto dopo essere partiti, un percorso che in macchina richiede 20 minuti. Perciò ho pensato “quando dovrò prenderlo dovrò uscire dal lavoro almeno un’ora e mezzo/due prima”. Uhm… un po’ una perdita di tempo. Al ritorno, invece, abbiamo aspettato mezz’ora alla fermata. Passavano tutti gli autobus tranne il nostro. Bom, aspetta e sta’ tranquillo.

Le attese più snervati sono alle casse del supermercato. Considerando che le cassiere aiutano i clienti a riempire i sacchetti, i tempi si allungano in maniera indecente. Per non parlare poi che spesso si perdono in chiacchiere, che i prodotti a peso (frutta e verdura) li pesano e calcolano il prezzo direttamente alla cassa. Lì veramente perdi tantissimo tempo. Anche un’ora comoda. In certi discount ci sono delle casse che danno la precedenza agli anziani e alle gestanti, o alle mamme con i bebè (considerate che non ho mai visto un passeggino, i bimbi tutti in braccio). Mi hanno detto di come molte donne approfittino della loro panzotta per fingersi donne incinte. O ancora più incredibile prendono dei bebè in affitto. Insomma, si fanno prestare il bambino da qualcuno (che magari conoscono) per poter accedere alla corsia preferenziale. E da una parte hanno pure ragione ad ingegnarsi! In ogni caso devo dire che tutti aspettano con estrema pazienza. Mi immagino la stessa scena da noi: donne che sbuffano, battono i piedi, spingono i carrelli nelle caviglie di quelli davanti, incominciano a cambiare di fila in continuazione, per poi scoprire che quella che hanno lasciato, alla fine, era la più veloce.  Eh sì, noi siamo geneticamente più portati ad essere nervosi e stressati. Qui ho imparato a mettermi l’anima in pace e aspettare. L’ unica cosa che non capisco è come riescano ad essere tanto pazienti al supermercato quanto insofferenti al volante. Non è ancora arrivato il verde che già ti suonano (questo me lo ricordo anche a Napoli). Se ti vogliono superare, ma sulla corsia a fianco c’è un’altra macchina che non dà il minimo segno di volersi spostare passano in mezzo senza tanti complimenti. Rischiosetto. O quando si è tutti in coda: continuano a cambiare corsia  con una tale impazienza che il nervoso viene a te che sei lì impiantato. Sì, perchè se tutti sono fermi non è che cambiare corsia ti aiuti più di tanto.

Chi viene qui si ricordi portarsi la sacrosanta pazienza, e che l’incazzarsi non porta a niente. Ogni cosa a suo tempo.

A.

Un pensiero su “Attendere prego”

  1. Anna non dimenticherò mai le ore passate al supermercato del centro commerciale di Recife!!
    Tutti in coda alla cassa veloce!!!!ah ah ah

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