Attendere prego

di , 30 agosto 2009 17:49

Ho la sensazione che metà della vita, qui, la si passi in attesa. In attesa di tutto. Aspettare e non spazientirsi direi che è un’ ottima regola per non farsi venire una crisi di nervi. E’ risaputo che, in genere, i brasiliani non arrivano mai puntuali. Fino ad adesso infatti non si sono smentiti. Ma questo, in fondo, non mi dispiace. Io sono una ritardataria cronica. Ovviamente, quando vado a dare lezioni a scuola arrivo puntuale. Ma su 12 studenti saranno 5 ad essere puntuali. Così aspetto i classici 5 minuti per vedere se arrivano. Ma alla fine iniziare 5 minuti dopo è peggio: innesca quel naturale meccanismo per cui tutti poi arrivano 15 minuti in ritardo. La cosa migliore è cominciare all’ora stabilita e i ritardatari si attaccano.

Oggi siamo andati a Olinda in kombi e in autobus. Volevo imparare ad usare i mezzi pubblici per quando devo andare a dare lezioni a Olinda e Sandro usa la macchina. L’ultima volta sono andata in taxi, ma ho speso quello che guadagno in due ore di lezione. Perciò è meglio che mi sbrighi a imparare. Siamo andati con Juliana, la ragazza che lavora con noi, suo marito e i suoi pargoletti. Funziona così: esci dalla porta di casa e ti metti sul ciglio della strada. E aspetti. Aspetti che passi una kombi (dove viviamo noi non passano gli autobus) e appena ne vedi una, fuori il braccio e in carrozza. Bello, era la prima volta che la prendevo (nonostante fossimo insieme a una famiglia brasiliana ci stavano facendo pagare quasi il doppio, perchè stranieri!!) :-) Poi scendi dove trovi la fermata dell’autobus più vicina e aspetti. Aspetti il tuo autobus, stando attento al numero, perchè altrimenti chissà dove finisci. Non sai a che ora passerà perchè nelle fermate non ci sono gli orari. Non abbiamo aspettato tanto, solo 15 minuti. Siamo arrivati a Olinda un’ora e un quarto dopo essere partiti, un percorso che in macchina richiede 20 minuti. Perciò ho pensato “quando dovrò prenderlo dovrò uscire dal lavoro almeno un’ora e mezzo/due prima”. Uhm… un po’ una perdita di tempo. Al ritorno, invece, abbiamo aspettato mezz’ora alla fermata. Passavano tutti gli autobus tranne il nostro. Bom, aspetta e sta’ tranquillo.

Le attese più snervati sono alle casse del supermercato. Considerando che le cassiere aiutano i clienti a riempire i sacchetti, i tempi si allungano in maniera indecente. Per non parlare poi che spesso si perdono in chiacchiere, che i prodotti a peso (frutta e verdura) li pesano e calcolano il prezzo direttamente alla cassa. Lì veramente perdi tantissimo tempo. Anche un’ora comoda. In certi discount ci sono delle casse che danno la precedenza agli anziani e alle gestanti, o alle mamme con i bebè (considerate che non ho mai visto un passeggino, i bimbi tutti in braccio). Mi hanno detto di come molte donne approfittino della loro panzotta per fingersi donne incinte. O ancora più incredibile prendono dei bebè in affitto. Insomma, si fanno prestare il bambino da qualcuno (che magari conoscono) per poter accedere alla corsia preferenziale. E da una parte hanno pure ragione ad ingegnarsi! In ogni caso devo dire che tutti aspettano con estrema pazienza. Mi immagino la stessa scena da noi: donne che sbuffano, battono i piedi, spingono i carrelli nelle caviglie di quelli davanti, incominciano a cambiare di fila in continuazione, per poi scoprire che quella che hanno lasciato, alla fine, era la più veloce.  Eh sì, noi siamo geneticamente più portati ad essere nervosi e stressati. Qui ho imparato a mettermi l’anima in pace e aspettare. L’ unica cosa che non capisco è come riescano ad essere tanto pazienti al supermercato quanto insofferenti al volante. Non è ancora arrivato il verde che già ti suonano (questo me lo ricordo anche a Napoli). Se ti vogliono superare, ma sulla corsia a fianco c’è un’altra macchina che non dà il minimo segno di volersi spostare passano in mezzo senza tanti complimenti. Rischiosetto. O quando si è tutti in coda: continuano a cambiare corsia  con una tale impazienza che il nervoso viene a te che sei lì impiantato. Sì, perchè se tutti sono fermi non è che cambiare corsia ti aiuti più di tanto.

Chi viene qui si ricordi portarsi la sacrosanta pazienza, e che l’incazzarsi non porta a niente. Ogni cosa a suo tempo.

A.

un commento per “Attendere prego”

  1. Dile scrive:

    Anna non dimenticherò mai le ore passate al supermercato del centro commerciale di Recife!!
    Tutti in coda alla cassa veloce!!!!ah ah ah

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