Ecco cosa succede a Recife dopo alcune ore di pioggia. Questa nella foto è una delle maggiori arterie della città. Recife totalmente bloccata per quasi l’intera giornata. Ma la cosa più assurda è che ogni anno è sempre peggio! Perchè mai?? I più spensierati ne approfittano per farsi un bagno e sguazzare, incuranti delle malattie che potrebbero prendersi. Ovviamente l’acqua piovana è solo una parte, il resto sappiamo tutti benissimo di che cosa si tratta. Le cause di questi allagamenti? Ovviamente non è molto chiaro, da una parte i canali di scolo intasati dall’immondizia non facilitano le cose, dall’altra la pessima gestione del territorio. La stagione delle piogge qui non è una novità. E già si leggono articoli per pararsi il culo, articoli che dicono che in poche ore è venuta giù più del 40% della pioggia prevista per l’intero mese di maggio. Solo cazzate per giustificare l’ingiustificabile. Viviamo qui da 4 anni, e ne abbiamo viste di stagioni delle piogge. La più forte è stata nel 2011, quando ha cominciato a piovere ad aprile e ha terminato solo ad agosto. Ovviamente ci sono stati allagamenti anche all’epoca, ma dopo mesi di pioggia è quell’attimo più comprensibile. Oggi ha iniziato a piovere all’alba e alle 9 era già il disastro. Sandro ci è stato in mezzo per quasi 7 ore.
Ecco, questi torrenti di acqua mista a merda ci ricordano che non sono il numero di macchine vendute, o i centri commerciali che crescono come funghi che fanno di un Paese un Paese del Primo Mondo.
A.
P.S. Tra le altre cose è stato catturato un coccodrillo che nuotava in una delle strade allagate!!
Forse non ho mai guardato attentamente il cielo, ma da questa parte del mondo anche la luna mi sembra diversa. Qui il cielo sembra enorme e sembra che le stelle ti vengano addosso, non puoi non farci caso. Io mi ricordo il nostro piccolo cielo trentino tra le montagne con la luna in posizione verticale. Sarà che mi sbaglio?!
La prossima volta che torno ci farò più attenzione.
A.
In Brasile possiamo trovarci male, criticare la gente per lo stile di vita tranquillo e no stress (alla faccia del famoso italiano “dolce far niente”), lamentarci dei problemi e dei servizi basici, tutto possiamo dire, ma non di certo che non sappiano vivere. Chissà che il detto dei nostri nonni “si stava meglio quando si stava peggio” non sia vero. Che poi il meglio e il peggio sono anche quell’attimo soggettivi, no? Beh, forse in un altro post molto più vecchio l’avevo già detto, ma mi piace sentire la gente semplice che mi dice “ah, in Brasile sì che si vive bene”. E sentirmelo dire da chi prende il salario minimo, sapendo che con quei soldi lì e con il costo della vita qui in continua crescita esponenziale non si può vivere poi così bene, mi commuove!Lo so, lo so… chi non conosce quello che c’è al di là non può giudicare. Forse. Ma per dire che in un posto si sta bene bisogna per forza avere un altro termine di paragone? Io non credo. Se stanno bene è perchè è vero. E vi assicuro che la vita qui nel Nord-Est brasiliano non è per niente semplice, sotto moltissimi aspetti (dalle piccole azioni quotidiane, alle burocrazie più complesse).
Vedere uno spazzino (sì, chiamiamolo spazzino, che c’è di male??? Odio quella definizione così politicamente corretta di operatore ecologico) che lavora qui -e vi assicuro che qui non è come spazzare le stradine di un nostro centro storico- che fischietta allegramente, nonostante sia vestito da palombaro per proteggersi dal sole terribilmente forte, ti mette subito di buon umore. Dovremmo imparare da loro, a non lamentarci troppo. Ad amare quello che abbiamo. Alla fine cos’è la felicità?? Non erano state fatte delle ricerche sulla felicità dei vari paesi del mondo e ne era risultato che i paesi più felici erano proprio alcuni dell’America del Sud? Mica la Germania, no no.
Come si misura la felicità non ve lo so dire, ma alla fine basta guardare la gente in faccia.
E qui mi fermo.
A.
La settimana scorsa è successa una cosa tristissima e raccapricciante: una giovane ragazza americana è stata violentata a Rio de Janeiro. E’ successo di sabato sera, lei era insieme al ragazzo, si trovavano nella famosissima Copacabana e hanno preso una “kombi” (un pullmino) per andare a Lapa, il quartiere della movida carioca. I 3 ragazzi che guidavano il mezzo li hanno sequestrati per varie ore, picchiando lui e violentando lei. Fortunatamente i 3 sono stati riconosciuti e arrestati. Pare che ci siano polemiche in corso dovute al fatto che questo trio avesse già commesso in passato lo stesso crimine, ma senza nessun tipo di conseguenza.
Ma il punto del mio discorso non è parlare di quanto sia terribile quello che è successo, ogni parola sarebbe superflua, e nemmeno di quando sia ingiusta la legge, che libera in poco tempo chi commette questo tipo di delitto. Si cadrebbe nello scontato. Quello che mi stupisce e mi fa proprio incazzare è che adesso sono tutti contro il Brasile. Prosegui la lettura 'Tutti contro il Brasile'»
Arrivo in ritardo, lo so, ma per l’Italia anche oggi è un giorno festivo. Lunedì di Pasquetta. Meglio tardi che mai, no? Come scusante è che qui le festività, anche le date importanti come il Natale, non si sentono per niente. Un caldo infinito sempre uguale (o quasi) non aiuta a scandire il passare del tempo. Per questo stesso motivo dico sempre che in Brasile il tempo vola, ma vola così rapido che a volte fa paura. Non so se è perchè il sole tramonta alle 17.30/18 h tutti i sacrosanti giorni dell’anno (e io non mi sveglio di certo alle 5 di mattina), o perchè non esiste quasi un cambio stagionale. Fatto sta che i ricordi diventano confusi quando non li puoi associare a una nevicata, a un giorno di calore particolare, a una gita in montagna. Per ricordarti quando è successa una determinata cosa…beh, devi fare appello a tutte le tue capacità mnemoniche, o sperare che qualcuno ti aiuti.
Beh, ieri era Pasqua, questo me lo ricordo.
Buona Pasquetta a tutti quelli che ce l’hanno.
A.
Oggi sono ispirata, ed ecco qui che sfodero una super brasilianata per il mio papá!!! Tanti auguri!!!
Mi rendo conto che il livello di tamarraggine di questa immagine é al limite del sopportabile, ma sono in Brasile no? E dunque facciamo un pochino le cose nello stile di qui. Il papá é sempre il papá, anche se lontano 8000 km!
Auguri!!
A.
Davanti a un panino con la cotoletta mi é venuto da pensare. E oggi sono convinta che se non ce ne fossimo mai andati da Trento sarebbe stato tutto piú semplice. Da 4 anni a questa parte mi ritrovo a dover riflettere molto e a dover prendere decisioni importanti. Io che ne lla vita ho sempre voluto evitare le scelte, quelle scelte vere, quelle che dici “e adesso che cazzo faccio!?!?!!?”, ecco…a forza di evitarle me le ritrovo tutte adesso. Ma che palle. Intanto lascio passare il tempo, sperando che le scelte si auto-prendano da sole. A volte funziona. O do ascolto alle sensazioni del momento. Cosí almeno non mi chiedo nemmeno troppi perché. Peró…peró…se fossi rimasta a Trento che scelte avrei dovuto prendere? Forse sarei rimasta senza lavoro e poi avrei fatto la stessa scelta. Ma chi lo sa. Mi sento cosí volubile qui, che so giá che domani invece penseró l´esatto contrario di quello che ho scritto in queste righe. Vabbé, forse é colpa del panino. Lasciatemelo dire, faceva veramente schifo.
A.
Te lo sogni qui un panino al volo e via. Non c’è fast-food o self-service (madonna, quanto inglese) che non abbia un fila chilometrica. Ma fin qui tutto bene. Le code le abbiamo trovate da sempre, dalla mensa universitaria al McDonald’s in Germania, ovunque. Il problema non è nella semplice coda, ma nel fare la coda con in mano il vassoio pieno di cibo caldo che si sta congelando, grazie all’aria condizionata che segna 16 gradi. Casse eterne, o una sola cassa aperta. Robe da rivoluzione con lo stomaco vuoto e una fame da lupi. Ma passiamo ai più famosi panini McDonald’s e ai suoi concorrenti più o meno conosciuti. Premettendo che non sono un’amante di questo tipo di cibo, non nego che a volte mi prende una tale voglia di mangiare porcherie che mi ci fiondo come una bulimica sul frigo. Io sono sempre stata abituata che funziona in maniera molto fast: arrivi alla cassa, dici quello che vuoi e loro te lo piazzano sul vassoio e tu paghi. Fine. 3 minuti in totale. Qui no. Tu arrivi, fai la coda alla cassa, dici quello che vuoi (o almeno ci provi…loro sparano ai 200 all’ora domande di dubbia importanza), paghi, vedi il tuo bel vassoio pronto pronto per essere riempito e … niente, il tuo vassoio, ovviamente vuoto, viene spostato 30 cm più in là e ti senti urlare in faccia un “próóóóóóximoooo!!!”. Ovviamente la prima volta non capisci, resti lì come un ebete, finchè non ti viene gentilmente detto di metterti in coda, sì, proprio quella coda lì, per aspettare che il tuo vassoio venga riempito. Adesso ci ho fatto l’abitudine. Ma oggi è stato il top. Ho ordinato un panino e mi hanno dato un numero. Quando vedi il tuo numero sul monitor, mi hanno detto, vieni a ritirarti il pranzo. Grazie, fin qui ci arrivavo da sola. Insomma, oggi il mio super fast-food è durato una mezz’ora. E io ho dovuto mangiare così veloce che metà me lo sono anche fatto imballare e me lo sono portato via. La prossima volta vado al ristorante a mangiarmi il sushi. Quello almeno non si deve cuocere.
A.
Siamo a metà marzo ed è arrivato il momento di cominciare a dare un’occhiata ai voli per tornare in Italia. Ho deciso che le mie ferie di quest’anno saranno lunghe lunghe, per avere il tempo di fare anche dei viaggietti per l’Europa. Ovviamente in perfetto stile barbone, viste le scarse risorse economiche. E’ tempo di rivedere i miei amici di sempre, le mie montagne e la mia bella cittadina tranquilla. In estate è bellissima, la gente sembra diversa, più allegra e spensierata. Ho un po’ di paura, lo confesso, per il clima che si respirerà. Ma per il momento non ci penso.
Anche la mia amica, che “mi ha lasciata”(
) per andare a vivere in Asia, in questo momento si trova in Italia per le sue vacanze. E mi scrive da lì, si diverte, si gode la famiglia e gli amici. Ecco, gli amici. Quante cose cambiano quando si va via!! Anche gli amici che lasciamo. Quello che cambia in realtà non sono loro, ma siamo noi. Quando torniamo vogliamo vedere tutti, ma poi ci rendiamo conto che questi tutti non sono nostri amici. Quelli veri sono gli unici che restano per davvero, e sono gli unici che vale la pena di rivedere. E’ una selezione naturale, che non dipende da quanto ci si è sentiti mentre si stava lontani. Possiamo anche sentirci pochissimo, ma sappiamo quando un amico è un amico. Prosegui la lettura 'Fuori dai denti'»
Ero assorta a guardare la mia pianta di peperone, nata per conto proprio (e senza aver piantato nemmeno il seme!!), quando vedo per terra l’unico peperone che era cresciuto. Maledetti gatti..! E arriva una folata di vento che mi catapulta vent’anni, o più, indietro. Nella casa “al Monte”, in un tardo pomeriggio d’estate, in giardino, quando l’unica preoccupazione erano i compiti per le vacanze. E quel vento forte, l’Ora del Garda, che soffiava fresco facendo venire i brividi. E quel fruscio degli abeti scossi dal vento. Inconfondibile.
Qui, per un istante, questo vento brasiliano ha agitato le palme. E mi sono sembrati abeti. Che flash! Il rumore delle foglie di palma ricorda una pioggia scrosciante, ma oggi mi ha ricordato le montagne.
Sto cominciando a capire che cosa comporti vivere nel paese della SAUDAGI…:-)
A.
Andandomene dalla mia bella cittadina ordinata e facile da gestire, pensavo semplicemente che sarei andata in Brasile. Invece mi si è aperto davanti un nuovo universo, fatto di scoperte ed emozioni sempre nuove.
Una volta un ragazzo, reduce da 3 anni di Australia, mi ha detto: ” Non importa se lavori 8 ore al giorno, la sera vedi il mare e ti senti sempre in vacanza”. E aveva ragione. Ogni cosa è vissuta al massimo, con più trasporto, tutto è amplificato. Proprio come in vacanza. Nonostante esista anche qui una sorta di routine, mi sento di viverla in maniera diversa. E come quando andiamo in vacanza, l’entusiasmo è sempre al massimo. Diciamo che è come vivere un’avventura che non sai fino a quando durerà, perciò tutto ha un gusto diverso. Prosegui la lettura 'quando la vita non riesce ad essere noiosa'»
In pieno Carnevale ci sono arrivate le schede elettorali con tutte le indicazioni per votare. Finalmente! Per la prima volta ho votato come italiana all’estero. Chissà perchè, ma la cosa è stata quasi emozionante! Adesso tocca a voi!
A.
Solo in Brasile ti può succedere di recarti al distributore di benzina, in piena riserva, e sentirti dire, con la più totale tranquillità: Tá em falta, minha filha (è finita, figlia mia). Le versioni del minha filha possono essere meu amor, minha querida, minha flor, minha linda, ecc.
Il TÁ EM FALTA (che letteralmente significa MANCA, NON C’ E’) è una delle frasi più spesso pronunciate, soprattutto in ristoranti e bar. E quando tu dici che non dovrebbe mancare questo determinato piatto o questa determinata bevanda, solo ti guardando e ti dicono: “Effettivamente non dovrebbe, però fatto sta che non c’è”. E questo succede all’ 80% delle volte. C’è sempre qualcosa che non hanno, e in genere è, ovviamente, proprio quello che volevi ordinare tu. Ma ok, con il tempo ci si fa l’abitudine, all’inizio le palle giravano a mille, adesso è diventato quasi divertente: vuoi vedere che quello che ordino “starà em falta”?? E via alle scommesse. Ovviamente succede in farmacia, al supermercato, anche negli ospedali quando richiedi un determinato vaccino. Insomma, è tipico. Ma la cosa che più mi piace è la serenità e l’ innocenza con cui te lo comunicano, come se in realtà la cosa fosse solo un piccolissimo dettaglio.
Che poi è la stessa tranquillità e calma che li contraddistingue in tutto e che, sinceramente, ogni tanto mi fa un’ invidia bestia!!
A.
Fino a qualche anno fa, non pensavo di venirci nemmeno in vacanza in Brasile. E adesso ci vivo. E mai avrei pensato di farci un viaggio alla Thelma & Louise con la mia amica. Troppo pericoloso. E invece…
Purtroppo è già ritornata in Italia da qualche giorno. Ma sono state delle vacanze bellissime, indimenticabili. Anche per me che sono qui sempre.
I panorami meravigliosi di Rio de Janeiro, il momento mistico del Cristo, l’ affollatissima spiaggia di Ipanema al tramonto. Per non parlare del Capodanno con i piedi nella sabbia, le onde forti dell’oceano e i fuochi artificiali fatti in casa (:-P). Dei delfini che nuotavano “vicino” a noi, delle scogliere di terra rossa e della sabbia nera. E dormire negli ostelli, in mezzo ad altri viaggiatori come noi, in stanze senza pareti che ti fanno sentire in perfetta armonia con la natura. O essere ospitate da amici del posto e dormire per terra. Anche i momenti meno piacevoli, le situazioni un pochino più pesanti e a tratti esilaranti, hanno reso il tutto ancora più speciale.
Ma la sensazione che mi ha pervaso durante questa vacanza intera, che, per fortuna, è una sensazione che vivo quasi costantemente, è stata quella di una libertà assoluta. Da chiudere gli occhi, aprire le braccia al vento e buttare indietro la testa, respirando a pieni polmoni.
E il mio grazie va al Brasile, ovviamente, che rende tutto questo possibile.
Ma anche a te, cara amica mia!!
A.
Sento che sta per finire. Sì, me lo sento. E’ la fine di un’epoca durata 4 anni, o forse è l’inizio di una nuova. O forse è la fine di tutta questa esperienza. Non lo so, ma sento che qualcosa sta per cambiare. Sarà che forse è arrivato il tempo di ripartire?
Anche l’ultima persona importante è venuta a trovarmi e tutti gli altri se ne stanno andando. E non so se ho voglia di ricominciare a conoscere persone qui. Piuttosto da un’altra parte. Anche perchè non sarà MAI la stessa cosa.
Ma perchè a volte mi prendono questi pensieri strani? Sarà perchè sono qui da sola, adesso. Sì, sarà per quello.
Meglio che continui a mangiare le mie crepes alla marmellata e ad ascoltare il rumore delle onde.
A.
In questi giorni di ferie sono giunta ad una conclusione: vivere in un paese in cui uno stacco di cosciona cellulitica fa ancora la sua porca figura è veramente rincuorante!
A.
Se vi fanno una domanda del genere, quando andate a casa di amici brasiliani, non preoccupatevi, non state necessariamente puzzando. E’ che ti vogliono far sentire a vontade (a tuo agio), e per loro una doccia risolve i più catastrofici del problemi. E ammetto che hanno anche ragione. Se ti sei fatto 2 ore di autobus a 30 gradi, o sei venuto a piedi quasi di corsa, sei sudato fradicio. E cosa c’è di meglio di una doccia rinfrescante per sentirsi come nuovi? Altro che caffè e caffè!!
Prosegui la lettura 'Ti va una doccia?'»
Può sembrare una sciocchezza, lo so. Ma lo trovo così bello, così romantico, così vintage. Andare in due sulla stessa bici. Farsi portare sulla canna della bici, o sul portapacchi dietro. O addirittura, per i più esperti, sul manubrio. Ma quando bello era?? Io me li ricordo ancora gli esperimenti con le amiche in cui una pedala e l’altra guida, in un equilibrio instabile. E qui in Brasile è ancora comunissimo vedere le ragazzine scarrozzate in giro in bicicletta da amici, fratelli o cugini. E le biciclette sono ben più che vintage. Sono decisamente di un altro secolo, pesantissime. Prosegui la lettura 'quando certe regole ancora non esistono'»
Buon Natale a tutti!!
Abbiamo superato il tanto agognato 21 dicembre 2012, ed eccoci a Natale. Ammetto che in questo momento preferirei essere ai mercatini di Trento con un vin brulè in mano, ma non si può avere tutto dalla vita. Chi ha la neve se la goda, senza lamentarsi!
Auguri!
A.
Si avvicina il Natale, nei negozi si sentono solo musiche natalizie,….ma chi lo sente il Natale da queste parti? Con 30 gradi e il sudore che ti finisce negli occhi per me è impossibile.
Giorni di delirio questi: le classiche ultime cose da fare. Mica per il Natale, per carità. Ma a breve una mia cara amica arriverà e io sarò ufficialmente in ferie. Oltretutto abbiamo un sacco di cose da risolvere qui, gatti da sterilizzare, firme da raccogliere, case da affittare, ultime (mie) lezioni da dare.
Comunque, cari amici italiani, venite tranquilli, abbiamo appena fatto la disinfestazione contro gli scarafaggi (animale tipico e caratteristico della fauna locale). So che questa informazione sarà molto importante e di gran conforto specialmente per qualcuno.
Vi aspettiamo!!
A.
Sandro mi ha chiesto di scrivere qualcosa al riguardo, di esporre anche il mio punto di vista. Da dove posso cominciare? Ho paura che l’Italia arrivi a quello che noi stiamo vivendo qui in Brasile, e meno male che non vivo negli Stati Uniti. Qui abbiamo l’assitenza sanitaria pubblica. Discordo da quanto dice Sandro: la sanità pubblica brasiliana non è male. Se ne parla molto male, questo sì, perchè i tempi di attesa sono eterni. Talmente eterni che aspettando potresti anche morire. Hai bisogno di una vista neurologica? Se sei fortunato te la fissano 4 o 5 mesi dopo. E dopo aver passato una notte (sì, notte, avete letto giusto) in coda per prenderti l’appuntamento. Perchè ci devi andare di persona. Quello che voglio dire è che, se non fosse per i tempi di attesa, la qualità è buona. I medici sono bravi e competenti. Conosco persone che hanno subito interventi molto delicati e si sono trovati bene. Oltretutto è risaputo che se sei vittima di un incidente grave o di una ferita da arma da fuoco è al pubblico che devi andare. Là sono pratici, sono abituati, sanno subito cosa fare. Prosegui la lettura 'Ritornando alla sanità'»
Vivere in un paese caldo è bello, bellissimo. E vivere sul mare è veramente meraviglioso. Però, siamo sinceri, dopo un po’…che palle!! Il mare è sempre uguale, lo guardi da destra, lo guardi da sinistra, lo guardi la mattina, la sera… cambia di poco, un po’ i colori, e la marea, ogni sei ore. A volte cambiare aria fa bene. E in Brasile non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Ma senza pensare all’enormità del Brasile intero, pensiamo al semplice Pernambuco. Uno staterello piccolo (comparato con altri stati brasiliani), che si estende in orizzontale. Ha pochissimi km di costa (180 km circa), il resto è tutto nell’entroterra, con varie differenze paesaggistiche e climatiche. Passiamo dalla mata atlantica (clima umido), all’agreste, per finire nel sertão (clima semi-arido), che occupa circa 2/3 dell’ intero stato.
Detto questo, a Pasqua abbiamo deciso di esplorare nuove terre con una coppia di amici. Destinazione: Vale do Catimbau. Distanza: 300 km. Tempo di viaggio: 4/5 ore in macchina. Giorni a disposizione: 3. Prosegui la lettura 'Vale do Catimbau – Pernambuco'»
Dopo aver passato alcune ore al pronto soccorso, con una flebo infilata in un braccio e un’ iniezione di cortisone per aver avuto una reazione allergica esagerata, probabilmente causata da una semplice e maledetta aspirina, sono arrivata alla conclusione che veramente esistono 2 categorie di persone. Almeno qui in Brasile.
E io di solito faccio parte della categoria sfigata. Almeno qui in Brasile.
La mia amica ha elaborato la teoria delle 2 categorie, che si può applicare a tutto, o quasi. Ovviamente almeno qui in Brasile.
Tutti pensano che i paesi tropicali, grazie al loro clima, diano ottimi benefici. Prosegui la lettura 'ci sono SEMPRE 2 categorie di persone'»
Negli ultimi 10 giorni, nel litorale pernambucano, sono stati catturati 3 squali. Uno a Recife, uno a Olinda e uno a Pau Amarelo, qui vicino a casa mia. Tutti che ne parlavano. Come fosse una notiziona. Che il litorale pernambucano sia abitato dagli squali non è una novità, certo è che catturarne 3 in così poco tempo è quasi un record. Tranquilli, niente allarmismi: gli squali sono rimasti impigliati nelle reti dei pescatori che normalmente pescano a più di uno o due km dalla costa, perciò niente paura. Certo, nella costa recifense e olindense è sconsigliata (se non proibita in alcune spiagge) la pratica del surf, ma se posso essere sincera, fare il bagno nelle spiagge urbane non è mai stato un grande attrattivo per me. Prosegui la lettura 'è aperta la caccia allo squalo?!?!'»
Suvvia, ammettiamolo: gli italiani all’estero hanno una fama pessima! Quante volte in Germania, alla domanda “Woher kommst du?” mi sono sentita guardare con un’espressione indecifrabile (pena, pietà, solidarietà, nausea, schifo, tenerezza,…?????) dopo aver detto ITALIA. E se la domanda era “de donde eres?”, o “where are you from?”, l’espressione non cambiava di una virgola. Boh, mai decifrata, mai capita, chissà se era più la pena o la paura di trovarsi davanti una furbacchiona. Non mi dimenticherò mai quella volta in Germania, all’età di 15 anni, che manco sapevo di essere al mondo, un mio coetaneo tedesco (sì, coeataneo!!!) ridere di me e urlare: “ahahaha, Italiaaaa, Mafiaaa, Berlusconiiiii!!!!”. Berlusconi?!?!?!!? Io quasi non ne conoscevo l’esistenza e loro sapevano già chi fosse, oltretutto erano avanti una cifra, me l’hanno piazzato bene bene vicino alla parola mafia!
Prosegui la lettura 'per alcuni l’Italia non è solo mafia e mandolino'»
In questi giorni di scontri pesanti in Europa e in Italia mi sento così impotente. Non so cosa pensare, mi chiedo se tutto questo servirà, se porterà a qualcosa, e putroppo mi scopro a pensare che no, sarà tutto inutile, perchè alla fine è chi comanda che muove i fili di questo teatrino. Ma dall’altra parte c’è una cosa: vedere la gente che protesta, che manifesta, mi rende orgogliosa, perchè se c’è una cosa che proprio non tollero è il silenzio e la rassegnazione. Come il Brasile, il popolo silenzioso per antonomasia, l’unico (credo) paese che è uscito dalla dittatura senza una minima rivoluzione. E forse è successo perchè in realtà non ne è mai uscito. Tutti felici, tutti pacifici, tutti ignoranti. Forse è il segreto del vivere tranquilli, però…
In internet ci sono valangate di video che mostrano la violenza di questi scontri tra polizia e manifestanti, e tutti qui a dare la colpa all’uno e all’altro. Non so proprio cosa pensare. So solo che polizia e ignoranza sono due cose totalmente incompatibili.
Da lontano non ci resta che incrociare le dita e sperare.
A.

Una delle frasi migliori scritte sui muri di Olinda.
A.
Rieccomi a toccare l’argomento telenovela! In questi anni ho avuto modo di studiare meglio il fenomeno e rendermi conto di quanto sia forte il potere della televisione in questo paese (non solo in questo ovviamente, essendo un fenomeno tipicamente sudamericano). Ho scoperto che ci sono varie telenovele, trasmesse quotidianamente in orari diversi: c’è la novela das seis, la novela das sete e la più importante in assoluto novela das oito. I 6, 7, 8 si riferiscono agli orari serali in qui viene mandata in onda. Siccome hanno una durata media di sei mesi ciascuna, dal 2009 ad oggi ne sono passate svariate, ma nonostante questo non ne ho mai seguita una. Però una in particolare mi ha toccata da vicino: Passione, la telenovela das oito di qualche mese fa. Come si può immaginare dal titolo, l’Italia ne era protagonista indiscussa. E così i personaggi parlavano un portoghese maccheronico, condito di parole italiane del secolo scorso. Una zuppa quasi incomprensibile a parer mio, ma che ha avuto, come direbbero qui, o maior sucesso!! Prosegui la lettura 'Telenovela, che passione!'»
Dopo quasi 4 anni di vita in Brasile, la mia vita subirà una svolta decisiva. Solo a gennaio, è vero, ma so che qualcosa cambierà e non sarà più lo stesso. Avete in mente quando avete un punto di riferimento? Una persona che significa molto e che vi ha reso la vita più vivibile e sopportabile anche quando non lo era? Un’amicizia vera? Ecco, a poco a poco queste amicizie se ne stanno andando e in gennaio ci sarà l’addio definitivo. Ovvio, è da stupidi pensarci adesso. Infatti io mi godo questi ultimi mesi, ma è impossibile non pensarci.
La cosa positiva è che l’addio avverà nella follia del Carnevale, e chissà che così non possa sembrare solo uno scherzo di cattivo gusto…
A.