I flash a volte…

di , 1 marzo 2013 21:55

Ero assorta a guardare la mia pianta di peperone, nata per conto proprio (e senza aver piantato nemmeno il seme!!), quando vedo per terra l’unico peperone che era cresciuto. Maledetti gatti..! E arriva una folata di vento che mi catapulta vent’anni, o più,  indietro. Nella casa “al Monte”, in un tardo pomeriggio d’estate, in giardino, quando l’unica preoccupazione erano i compiti per le vacanze. E quel vento forte, l’Ora del Garda, che soffiava fresco facendo venire i brividi. E quel fruscio degli abeti scossi dal vento. Inconfondibile.

Qui, per un istante, questo vento brasiliano ha agitato le palme. E mi sono sembrati abeti. Che flash! Il rumore delle foglie di palma ricorda una pioggia scrosciante, ma oggi mi ha ricordato le montagne.

Sto cominciando a capire che cosa comporti vivere nel paese della SAUDAGI…:-)

A.

 

quando la vita non riesce ad essere noiosa

di , 22 febbraio 2013 12:11

Andandomene dalla mia bella cittadina ordinata e facile da gestire, pensavo semplicemente che sarei andata in Brasile. Invece mi si è aperto davanti un nuovo universo, fatto di scoperte ed emozioni sempre nuove.

Una volta un ragazzo, reduce da 3 anni di Australia, mi ha detto: ” Non importa se lavori 8 ore al giorno, la sera vedi il mare e ti senti sempre in vacanza”. E aveva ragione. Ogni cosa è vissuta al massimo, con più trasporto, tutto è amplificato. Proprio come in vacanza. Nonostante esista anche qui una sorta di routine, mi sento di viverla in maniera diversa. E come quando andiamo in vacanza, l’entusiasmo è sempre al massimo. Diciamo che è come vivere un’avventura che non sai fino a quando durerà, perciò tutto ha un gusto diverso. Prosegui la lettura 'quando la vita non riesce ad essere noiosa'»

Abbiamo votato!!

di , 19 febbraio 2013 09:16

In pieno Carnevale ci sono arrivate le schede elettorali con tutte le indicazioni per votare. Finalmente! Per la prima volta ho votato come italiana all’estero. Chissà perchè, ma la cosa è stata quasi emozionante! Adesso tocca a voi!

A.

 

Tá em falta, minha filha

di , 21 gennaio 2013 23:00

Solo in Brasile ti può succedere di recarti al distributore di benzina, in piena riserva, e sentirti dire, con la più totale tranquillità: Tá em falta, minha filha (è finita, figlia mia). Le versioni del minha filha possono essere meu amor, minha queridaminha florminha linda, ecc.

Il TÁ EM FALTA (che letteralmente significa MANCA, NON C’ E’) è una delle frasi più spesso pronunciate, soprattutto in ristoranti e bar. E quando tu dici che non dovrebbe mancare questo determinato piatto o questa determinata bevanda, solo ti guardando e ti dicono: “Effettivamente non dovrebbe, però fatto sta che non c’è”. E questo succede all’ 80% delle volte. C’è sempre qualcosa che non hanno, e  in genere è, ovviamente, proprio quello che volevi ordinare tu. Ma ok, con il tempo ci si fa l’abitudine, all’inizio le palle giravano a mille, adesso è diventato quasi divertente: vuoi vedere che quello che ordino “starà em falta”?? E via alle scommesse. Ovviamente succede in farmacia, al supermercato, anche negli ospedali quando richiedi un determinato vaccino. Insomma, è tipico. Ma la cosa che più mi piace è la serenità e l’ innocenza con cui te lo comunicano, come se in realtà la cosa fosse solo un piccolissimo dettaglio.

Che poi è la stessa tranquillità e calma che li contraddistingue in tutto e che, sinceramente, ogni tanto mi fa un’ invidia bestia!!

A.

quella bella sensazione…

di , 16 gennaio 2013 10:14

Fino a qualche anno fa, non pensavo di venirci nemmeno in vacanza in Brasile. E adesso ci vivo. E mai avrei pensato di farci un viaggio alla Thelma & Louise con la mia amica. Troppo pericoloso. E invece…

Purtroppo è già ritornata in Italia da qualche giorno. Ma sono state delle vacanze bellissime, indimenticabili. Anche per me che sono qui sempre.

I panorami meravigliosi di Rio de Janeiro, il momento mistico del Cristo, l’ affollatissima spiaggia di Ipanema al tramonto. Per non parlare del Capodanno con i piedi nella sabbia, le onde forti dell’oceano e i fuochi artificiali fatti in casa (:-P). Dei delfini che nuotavano “vicino” a noi, delle scogliere di terra rossa e della sabbia nera. E dormire negli ostelli, in mezzo ad altri viaggiatori come noi, in stanze senza pareti che ti fanno sentire in perfetta armonia con la natura. O essere ospitate da amici del posto e dormire per terra. Anche i momenti meno piacevoli, le situazioni un pochino più pesanti e a tratti esilaranti, hanno reso il tutto ancora più speciale.

Ma la sensazione che mi ha pervaso durante questa vacanza intera, che, per fortuna, è una sensazione che vivo quasi costantemente, è stata quella di una libertà assoluta. Da chiudere gli occhi, aprire le braccia al vento e buttare indietro la testa, respirando a pieni polmoni.

E il mio grazie va al Brasile, ovviamente, che rende tutto questo possibile.

Ma anche a te, cara amica mia!!

A.

il viaggio

di , 15 gennaio 2013 18:46

Sento che sta per finire. Sì, me lo sento. E’ la fine di un’epoca durata 4 anni, o forse è l’inizio di una nuova. O forse è la fine di tutta questa esperienza. Non lo so, ma sento che qualcosa sta per cambiare. Sarà che forse è arrivato il tempo di ripartire?

Anche l’ultima persona importante è venuta a trovarmi e tutti gli altri se ne stanno andando. E non so se ho voglia di ricominciare a conoscere persone qui. Piuttosto da un’altra parte. Anche perchè non sarà MAI la stessa cosa.

Ma perchè a volte mi prendono questi pensieri strani? Sarà perchè sono qui da sola, adesso. Sì, sarà per quello.

Meglio che continui a mangiare le mie crepes alla marmellata e ad ascoltare il rumore delle onde.

A.

 

Riflessioni Profonde

di , 13 gennaio 2013 11:33

In questi giorni di ferie sono giunta ad una conclusione: vivere in un paese in cui uno stacco di cosciona cellulitica fa ancora la sua porca figura è veramente rincuorante! :-)

A.

Ti va una doccia?

di , 27 dicembre 2012 09:42

Se vi fanno una domanda del genere, quando andate a casa di amici brasiliani, non preoccupatevi, non state necessariamente puzzando. E’ che ti vogliono far sentire a vontade (a tuo agio), e per loro una doccia risolve i più catastrofici del problemi. E ammetto che hanno anche ragione. Se ti sei fatto 2 ore di autobus a 30 gradi, o sei venuto a piedi quasi di corsa, sei sudato fradicio. E cosa c’è di meglio di una doccia rinfrescante per sentirsi come nuovi? Altro che caffè e caffè!!

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quando certe regole ancora non esistono

di , 25 dicembre 2012 20:02

Può sembrare una sciocchezza, lo so. Ma  lo trovo così bello, così romantico, così vintage. Andare in due sulla stessa bici. Farsi portare sulla canna della bici, o sul portapacchi dietro. O addirittura, per i più esperti, sul manubrio. Ma quando bello era?? Io me li ricordo ancora gli esperimenti con le amiche in cui una pedala e l’altra guida, in un equilibrio instabile. E qui in Brasile è ancora comunissimo vedere le ragazzine scarrozzate in giro in bicicletta da amici, fratelli o cugini. E le biciclette sono ben più che vintage. Sono decisamente di un altro secolo, pesantissime. Prosegui la lettura 'quando certe regole ancora non esistono'»

Feliz Natal!

di , 25 dicembre 2012 01:25

Buon Natale a tutti!!

Abbiamo superato il tanto agognato 21 dicembre 2012, ed eccoci a Natale. Ammetto che in questo momento preferirei essere ai mercatini di Trento con un vin brulè in mano, ma non si può avere tutto dalla vita. Chi ha la neve se la goda, senza lamentarsi! :-)

Auguri!

A.

emozione

di , 20 dicembre 2012 07:24

Si avvicina il Natale, nei negozi si sentono solo musiche natalizie,….ma chi lo sente il Natale da queste parti? Con 30 gradi e il sudore che ti finisce negli occhi per me è impossibile.

Giorni di delirio questi: le classiche ultime cose da fare. Mica per il Natale, per carità. Ma a breve una mia cara amica arriverà e io sarò ufficialmente in ferie. Oltretutto abbiamo un sacco di cose da risolvere qui, gatti da sterilizzare, firme da raccogliere, case da affittare, ultime (mie) lezioni da dare.

Comunque, cari amici italiani, venite tranquilli, abbiamo appena fatto la disinfestazione contro gli scarafaggi (animale tipico e caratteristico della fauna locale). So che questa informazione sarà molto importante e di gran conforto specialmente per qualcuno. :-)

Vi aspettiamo!! :-)

A.

Ritornando alla sanità

di , 14 dicembre 2012 08:54

Sandro mi ha chiesto di scrivere qualcosa al riguardo, di esporre anche il mio punto di vista. Da dove posso cominciare? Ho paura che l’Italia arrivi a quello che noi stiamo vivendo qui in Brasile, e meno male che non vivo negli Stati Uniti. Qui abbiamo l’assitenza sanitaria pubblica. Discordo da quanto dice Sandro: la sanità pubblica brasiliana non è male. Se ne parla molto male, questo sì, perchè i tempi di attesa sono eterni. Talmente eterni che aspettando potresti anche morire. Hai bisogno di una vista neurologica? Se sei fortunato te la fissano 4 o 5 mesi dopo. E dopo aver passato una notte (sì, notte, avete letto giusto) in coda per prenderti l’appuntamento. Perchè ci devi andare di persona. Quello che voglio dire è che, se non fosse per i tempi di attesa, la qualità è buona. I medici sono bravi e competenti. Conosco persone che hanno subito interventi molto delicati e si sono trovati bene. Oltretutto è risaputo che se sei vittima di un incidente grave o di una ferita da arma da fuoco è al pubblico che devi andare. Là sono pratici, sono abituati, sanno subito cosa fare. Prosegui la lettura 'Ritornando alla sanità'»

Vale do Catimbau – Pernambuco

di , 30 novembre 2012 20:50

Vivere in un paese caldo è bello, bellissimo. E vivere sul mare è veramente meraviglioso. Però, siamo sinceri, dopo un po’…che palle!! Il mare è sempre uguale, lo guardi da destra, lo guardi da sinistra, lo guardi la mattina, la sera… cambia di poco, un po’ i colori, e la marea, ogni sei ore. A volte cambiare aria fa bene. E in Brasile non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Ma senza pensare all’enormità del Brasile intero, pensiamo al semplice Pernambuco. Uno staterello piccolo (comparato con altri stati brasiliani), che si estende in orizzontale. Ha pochissimi km di costa (180 km circa), il resto è tutto nell’entroterra, con varie differenze paesaggistiche e climatiche. Passiamo dalla mata atlantica (clima umido), all’agreste, per finire nel sertão (clima semi-arido), che occupa circa 2/3 dell’ intero stato.

Detto questo, a Pasqua abbiamo deciso di esplorare nuove terre con una coppia di amici. Destinazione: Vale do Catimbau. Distanza: 300 km. Tempo di viaggio: 4/5 ore in macchina. Giorni a disposizione: 3. Prosegui la lettura 'Vale do Catimbau – Pernambuco'»

ci sono SEMPRE 2 categorie di persone

di , 27 novembre 2012 11:29

Dopo aver passato alcune ore al pronto soccorso, con una flebo infilata in un braccio e un’ iniezione di cortisone per aver avuto una reazione allergica esagerata, probabilmente causata da una semplice e maledetta aspirina, sono arrivata alla conclusione che veramente esistono 2 categorie di persone. Almeno qui in Brasile.

E io di solito faccio parte della categoria sfigata. Almeno qui in Brasile.

La mia amica ha elaborato la teoria delle 2 categorie, che si può applicare a tutto, o quasi. Ovviamente almeno qui in Brasile.

Tutti pensano che i paesi tropicali, grazie al loro clima, diano ottimi benefici. Prosegui la lettura 'ci sono SEMPRE 2 categorie di persone'»

è aperta la caccia allo squalo?!?!

di , 21 novembre 2012 11:18

Negli ultimi 10 giorni, nel litorale pernambucano, sono stati catturati 3 squali. Uno a Recife, uno a Olinda e uno a Pau Amarelo, qui vicino a casa mia. Tutti che ne parlavano. Come fosse una notiziona. Che il litorale pernambucano sia abitato dagli squali non è una novità, certo è che catturarne 3 in così poco tempo è quasi un record. Tranquilli, niente allarmismi: gli squali sono rimasti impigliati nelle reti dei pescatori che normalmente pescano a più di uno o due km dalla costa, perciò niente paura. Certo, nella costa recifense e olindense è sconsigliata (se non proibita in alcune spiagge) la pratica del surf, ma se posso essere sincera, fare il bagno nelle spiagge urbane non è mai stato un grande attrattivo per me. Prosegui la lettura 'è aperta la caccia allo squalo?!?!'»

per alcuni l’Italia non è solo mafia e mandolino

di , 16 novembre 2012 20:11

Suvvia, ammettiamolo: gli italiani all’estero hanno una fama pessima! Quante volte in Germania, alla domanda “Woher kommst du?” mi sono sentita guardare con un’espressione indecifrabile (pena, pietà, solidarietà, nausea, schifo, tenerezza,…?????) dopo aver detto ITALIA. E se la domanda era “de donde eres?”, o “where are you from?”, l’espressione non cambiava di una virgola. Boh, mai decifrata, mai capita, chissà se era più la pena o la paura di trovarsi davanti una furbacchiona. Non mi dimenticherò mai quella volta in Germania, all’età di 15 anni, che manco sapevo di essere al mondo, un mio coetaneo tedesco (sì, coeataneo!!!) ridere di me e urlare: “ahahaha, Italiaaaa, Mafiaaa, Berlusconiiiii!!!!”. Berlusconi?!?!?!!? Io quasi non ne conoscevo l’esistenza e loro sapevano già chi fosse, oltretutto erano avanti una cifra, me l’hanno piazzato bene bene vicino alla parola mafia! :-) Prosegui la lettura 'per alcuni l’Italia non è solo mafia e mandolino'»

No al silenzio

di , 15 novembre 2012 11:26

In questi giorni di scontri pesanti in Europa e in Italia mi sento così impotente. Non so cosa pensare, mi chiedo se tutto questo servirà, se porterà a qualcosa, e putroppo mi scopro a pensare che no, sarà tutto inutile, perchè alla fine è chi comanda che muove i fili di questo teatrino. Ma dall’altra parte c’è una cosa: vedere la gente che protesta, che manifesta, mi rende orgogliosa, perchè se c’è una cosa che proprio non tollero è il silenzio e la rassegnazione. Come il Brasile, il popolo silenzioso per antonomasia, l’unico (credo) paese che è uscito dalla dittatura senza una minima rivoluzione. E forse è successo perchè in realtà non ne è mai uscito. Tutti felici, tutti pacifici, tutti ignoranti. Forse è il segreto del vivere tranquilli, però…

In internet ci sono valangate di video che mostrano la violenza di questi scontri tra polizia e manifestanti, e tutti qui a dare la colpa all’uno e all’altro. Non so proprio cosa pensare. So solo che polizia e ignoranza sono due cose totalmente incompatibili.

Da lontano non ci resta che incrociare le dita e sperare.

A.

Definitivamente, o Brasil deixou a marca.

di , 14 novembre 2012 18:38

:-)

 

 

 

 

A.

a proposito di quel commento…

di , 13 novembre 2012 21:10

Una delle frasi migliori scritte sui muri di Olinda.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A.

 

Telenovela, che passione!

di , 7 novembre 2012 14:47

Rieccomi a toccare l’argomento telenovela! In questi anni ho avuto modo di studiare meglio il fenomeno e rendermi conto di quanto sia forte il potere della televisione in questo paese (non solo in questo ovviamente, essendo un fenomeno tipicamente sudamericano). Ho scoperto che ci sono varie telenovele, trasmesse quotidianamente in orari diversi: c’è la novela das seis, la novela das sete e la più importante in assoluto novela das oito. I 6, 7, 8 si riferiscono agli orari serali in qui viene mandata in onda. Siccome hanno una durata media di sei mesi ciascuna, dal 2009 ad oggi ne sono passate svariate, ma nonostante questo non ne ho mai seguita una. Però una in particolare mi ha toccata da vicino: Passione, la telenovela das oito di qualche mese fa. Come si può immaginare dal titolo, l’Italia ne era protagonista indiscussa. E così i personaggi parlavano un portoghese maccheronico, condito di parole italiane del secolo scorso. Una zuppa quasi incomprensibile a parer mio, ma che ha avuto, come direbbero qui, o maior sucesso!! Prosegui la lettura 'Telenovela, che passione!'»

Che ne sarà di me?

di , 6 novembre 2012 12:03

Dopo quasi 4 anni di vita in Brasile, la mia vita subirà una svolta decisiva. Solo a gennaio, è vero, ma so che qualcosa cambierà e non sarà più lo stesso. Avete in mente quando avete un punto di riferimento? Una persona che significa molto e che vi ha reso la vita più vivibile e sopportabile anche quando non lo era? Un’amicizia vera? Ecco, a poco a poco queste amicizie se ne stanno andando e in gennaio ci sarà l’addio definitivo. Ovvio, è da stupidi pensarci adesso. Infatti io mi godo questi ultimi mesi, ma è impossibile non pensarci.

La cosa positiva è che l’addio avverà nella follia del Carnevale, e chissà che così non possa sembrare solo uno scherzo di cattivo gusto…

:-(

A.

 

sejam bem-vindos ao mundo!

di , 5 novembre 2012 13:50

Da zero a cinque. Questo è il numero dei gatti che mi ritrovo in casa adesso. E chi l’avrebbe mai detto? Mai amati i gatti…oltre ad esserne fortemente allergica. Ma come resistere a questi esserini? Adesso stanno solo aspettando qualcuno che li adotti, io da sola non ce la posso proprio fare!

A.

 

Che noia questi luoghi comuni…

di , 25 ottobre 2012 11:13

C’è una cosa che proprio non tollero, come donna che vive qui in Brasile. Sentirmi porre, da un qualsiasi uomo italiano (o tedesco o francese, insomma, europeo), la stessa domanda: “ma che cosa porta una donna a venire qui in Brasile? Insomma, per una donna non deve essere tanto facile…”. E allora rispondere con una domanda è la cosa che mi viene più spontanea: ” e dimmi, genio che non sei altro, che cosa mai porterebbe un UOMO a venire  a vivere qui in Brasile??? Ma soprattutto, perchè cazzo dovrebbe essere più semplice per te, idiota come sei??”. Ecco, io perdo le staffe. Sono stufa marcia di questa convinzione che il Brasile è un paese per soli uomini.

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Vivere in Brasile. E’ veramente così facile?

di , 22 ottobre 2012 14:44

Gli italiani sono davvero in fuga. E come biasimarli? Io, a dire il vero, non sono fuggita, semplicemente e casualmente me ne sono andata proprio quando la crisi stava cominciando. E adesso, grazie tante, ma non ci torno in Italia. Almeno per ora.

Ma ci tengo a scrivere un articolo rivolto a tutti quei sognatori che sperano di venire a vivere in un paese tropicale. Pieni di speranze e aspettative. Grazie al blog ricevo molte e-mail in cui mi si chiede come fare, come non fare, se c’è lavoro, se si vive bene. E poi basta camminare per le stradine di Olinda per scoprire quanti nuovi italiani ci sono. Che per ora sono solo turisti. Ma che vorrebbero fermarsi. Ed è proprio a questa categoria di persone che vorrei rivolgermi: a chi ha il sogno di vivere in Brasile, ma che in Brasile non ci è venuto nemmeno in vacanza. A chi pensa di andare a vivere nel paese delle “grandi opportunità”. A chi pensa di venire a fare “la bella vita”. A chi pensa che qui sia tutto più facile.

Prosegui la lettura 'Vivere in Brasile. E’ veramente così facile?'»

a saudade batendo

di , 13 ottobre 2012 11:47

Ci sono giorni in cui è sufficiente una lunga mail di una cara amica, che racconta le quotidianità della tranquilla vita trentina, per sentire i morsi della nostalgia.

E oggi è uno di questi giorni.

A.

Lençois Maranhenses

di , 12 ottobre 2012 13:43

Provate a immaginare un enorme deserto con dune altissime di sabbia bianca, che si perde all’orizzonte. E ora provate a immaginare di camminare e salire sulla duna più alta e guardare quello che vi si presenta davanti. Immaginate di vedere un’ infinità di laghi di acqua cristallina, un lago tra ogni duna. Una duna, un lago. Un’altra duna, un altro lago.

Ecco, i Lençois sono proprio così, il posto più incredibile che abbia mai visto. Non esistono parole per descriverne la bellezza. Salire e scendere dalle dune (tutto rigorosamente a piedi). Prosegui la lettura 'Lençois Maranhenses'»

questa casa non è un albergo

di , 10 ottobre 2012 12:09

Sì, perchè non voglio mica che mi si paghi. In questi anni è passata così tanta gente da casa nostra, che la mia tentazione è quella di iscrivermi al sito di CouchSurfing, per ricevere gente da tutto il mondo. Lo spazio non manca, la voglia nemmeno. Dev’essere culturalmente molto interessante confrontarsi con altre culture, interagire, far conoscere un poco del posto in cui viviamo. Sandro non è molto per la quale, e da un certo punto di vista lo posso capire: se almeno si avesse un’idea anche vaga di che persone ti arrivano in casa, sarebbe molto meglio. Prosegui la lettura 'questa casa non è un albergo'»

Aloha

di , 8 ottobre 2012 23:23

La micina sulle ginocchia che fa le fusa, il rumore delle onde e la brezza che entra dalla finestra e dalla porta spalancate. Per fortuna che ho cenato fuori, sennò non avrei la forza di farmi da mangiare da sola. Oggi ho sonno e sono stanca, ed è lunedì. Ho pure marinato la capoeira. Ma almeno ieri mi sono data al surf.

Sì, il surf, proprio il surf da onda. Ah, il surf…Sto sospirando al solo pensiero. Mi mangio le mani per non averlo scoperto prima e ringrazio il destino che me lo ha fatto conoscere. Chiamarlo “sport” è incredibilmente riduttivo.

Come chiamare una cosa che ti fa alzare alle 5 di domenica mattina, prendere la macchina e fare 1 ora e mezzo di strada in pessimo stato per arrivare a una spiaggia che abbia delle onde degne di essere chiamate tali? Prosegui la lettura 'Aloha'»

Ultime parole famose

di , 2 ottobre 2012 12:10

Dopo anni senza scrivere, mi ritrovo a leggere i nostri vecchi post e mi sorprendo di quante cose siano cambiate. Visioni, punti di vista, realtà che cambiano. Sì, saranno necessari alcuni aggiornamenti. Una cosa è arrivare e scoprire tutte queste cose nuove, un’altra è vivere per anni e scoprire come realmente sono.

Un esempio: adesso abbiamo una moto (“ha” sarebbe il verbo più corretto)! E’ diventato il mezzo di trasporto ufficiale di Sandro. Alla mia facciazza che anni fa diceva:  MAI NELLA VITA UNA MOTO IN BRASILE.

Ecco, appunto.

A.

 

 

Pipa 2012

di , 2 ottobre 2012 00:04

Sono passati ormai 3 anni buoni dalla prima volta in cui sono andata a Pipa (Rio Grande do Norte), e questa è stata l’unica località extra-pernambucana che ho visitato svariate volte. Sei volte, per essere precisi. Non è poca cosa. Le cose sono un pochino cambiate dalla prima volta in cui sono stata.

In primo luogo, la strada per arrivarci: l’autostrada è stata praticamente completata e in 3 ore di macchina si è già a destinazione, il che rende questa meta  decisamente a portata di mano. Per lo meno per noi, che ormai abbiamo assimilato il concetto brasiliano di distanza.

Il turismo è sicuramente aumentato e il villaggio in sè è “occupato” dagli argentini. C’è stata una vera e propria invasione argentina di massa, che ha preso in mano quasi l’intero settore alberghiero (ristoranti compresi) e del commercio. Il che non dà nessun problema, ci mancherebbe. Però si ritorna sempre al solito discorso di non sentirsi nel “vero Brasile”, di non riuscire quasi a comunicare in portoghese in maniera fluente, etc. etc. etc. Prosegui la lettura 'Pipa 2012'»

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