Già in un precedente articolo avevo accennato al problema rifiuti e alla poca cultura della differenziata. Ma forse piano piano le cose possono migliorare. Io sono fiduciosa. Come Sandro ha scritto nell’articolo qui sotto, il riciclaggio qui è importantissimo. E ci sono, appunto, persone che si dedicano interamente a questo, tutto il giorno. Prosegui la lettura 'Reciclagem'»
Non l’avrei pensato ma mi devo ricredere! Ieri, quasi per caso, nell’inseguire il sogno di aprire una pousada ad Olinda, sono andato ad un incontro organizzato dal Comune di Olinda. All’inizio mi ricordava una delle tante riunioni alle quali ho partecipato in Italia, quando ancora lavoravo nel settore del porfido. Pensavo, sarà la solita passeggiata di politici o funzionari con niente di nuovo da dire o l’incontro di imprenditori con poca iniziativa. Con mia grande sorpresa, dopo una piccola introduzione da parte di un funzionario pubblico, prende la parola l’Assessore al Turismo della città di Olinda, si presenta, fa le lodi alla sua città e parla naturalmente di turismo e, udite udite, di turismo sostenibile. Ma come? Non ci potevo credere, mi stavo emozionando solo ascoltando le sue parole. Stava dicendo di come Olinda si stesse orientando verso un turismo che fosse sostenibile. Prosegui la lettura 'Turismo sostenibile'»
Vorrei un attimo dilungarmi sull’argomento trattato nel precedente capitolo. Un commento ricevuto mi ha giustamente fatto notare come spesso siano le stesse madri, le stesse famiglie a buttare le figlie nella braccia del primo turista. Ovviamente questo non giustifica il turismo sessuale praticato regolarmente dagli europei. In più, ovvio, i brasiliani saranno i clienti più numerosi, essendo in numero maggiore rispetto ai turisti. Il problema non è quanti siano i brasiliani a farlo e quanti siano i turisti. Il problema è che , ogni anno, secondo le statistiche, sbarcano in Brasile circa 700 mila turisti europei in cerca di sesso facile (e purtroppo circa 80 mila sono italiani). Non sono pochi, anzi, sono moltissimi!!!! Qui sotto riporto qualche stralcio recuperato in Internet (non senza le polemiche annesse e connesse) di un documentario svolto in Brasile. Prosegui la lettura 'Le donne brasiliane Capitolo II'»
Non posso scrivere un blog sul Brasile senza parlare delle famosissime donne brasiliane. Ovviamente sarà un articolo diverso da quelli a cui siete abituati perchè lo scrivo io, che sono una donna. Se Sandro (o qualsiasi altro uomo) ha voglia di obiettare, pronti, siamo aperti alle discussioni.
Perciò, ve lo dico subito, difenderò la categoria. Navigando in Internet ho trovato un sacco di blog sul Brasile. In generale, quelli scritti dagli uomini, parlano dell donne brasiliane in una maniera che non mi è piaciuta molto. Premetto pure che sono anche un po’ una bastarda femminista, perciò…immaginate. Prosegui la lettura 'Le donne brasiliane Capitolo I'»
Il Brasile è un paese giovane, giovanissimo. I bambini sono tantissimi, ma così tanti, che sembra quasi incredibile. Ne vedi ovunque. Vedere persone anziane è veramente difficile. Ve ne accorgerete quando verrete a trovarci (
), gli anziani sono una minoranza pazzesca. Io non so se magari sono tutti a casa perchè non stanno bene, ma non credo. Quelli che vedi sono comunque belli arzilli. Una sera al ristorante ho visto una vecchina, piccolina piccolina, che spegneva le candeline sulla torta per il suo compleanno, il suo 98esimo compleanno. Era quasi commovente. Prosegui la lettura 'I bambini brasiliani'»
Lo dice la parola stessa “patate paglia”, perchè un po’ ricorda la paglia, nella forma e nel colore. Ma forse è più facile che capiate se parlo delle Sticki, le patatine che compriamo noi nei sacchetti. Qui ce ne sono un sacco, piacciono da morire. Solo che l’uso che ne fanno è diverso dal nostro. Qui le usano come contorno. Quando compri un pacchetto di queste patatine, la foto illustrativa è un piatto di carne con verdure e Sticki di contorno. Prosegui la lettura 'Batatas palha'»
Qualcuno aveva suggerito (sei stato tu Sandro? Non ricordo…) di fornire i dipendenti di pattini a rotelle, per rendere veritiera al 100% la loro definizione di “correre”. In effetti, dire correre è relativo, può essere una corsa lenta o una corsa veloce o semplicemente una passeggiata, dipende tutto dagli standard a cui uno è abituato. Fatto sta che qui esistono davvero i lavoratori sui pattini a rotelle. Una gran figata. Lo farei anche io un lavoro così! Qui vanno a pala i centri commerciali. Beh, diciamo che vanno a pala tra la gente che può permettersi di acquistare negli shopping center. La temperatura media nei centri commerciali è di circa 17 gradi centigradi. Prosegui la lettura 'Rollerblade'»
Non mi ero mai posta realmente il problema squali. Non dico che sia mai stato il mio incubo ricorrente, ma quasi. Di solito il mio incubo peggiore è quello di essere in mezzo a un’infinita serie di tornado e di non sapere dove andare a nascondermi. Mi immagino di vivere in una di quelle case isolate, come nei film, in mezzo al nulla e di cercare di correre in quei pseudo-bunker sotterranei. Ovviamente di solito non ci riesco….ma ok, guardo (o meglio, guardavo) troppa televisione. Però, devo dire che la paura degli squali, chiaramente dovuta alla serie dei film “Lo squalo”, un po’ ce l’ho sempre avuta. Prosegui la lettura 'Lo squalo 8'»
Uscire dalla porta di casa di mattina presto. Vedere il mare calmo e il cielo azzurro. Fare colazione all’aria aperta. L’unico rumore, una ninna nanna sussurrata da un nonno brasiliano alla nipotina in lacrime. Uno dei migliori risvegli, in un sabato brasiliano.
A.
Questa trovata è carinissima: la Prefettura di Recife, stufa delle continue violazioni del codice della strada, ha deciso, nel 2008, di assoldare dei “vigili urbani” decisamente particolari. Non danno le multe, sono simpatici, sono colorati, ballano sui marciapiedi. Sono dei pagliacci. Sì, dei veri e propri pagliacci. Li trovate ai semafori delle strade più trafficate e centrali di Recife. La prima volta che li ho visti pensavo fosse per il Carnevale. Mi sbagliavo, ci sono tutto l’anno. E sono divertenti! Se ti vedono senza cintura subito ti richiamano all’ordine, sempre in tono scherzoso. Girano tra le macchine ferme, ti guardano dentro, ti sputtanano un po’… Ovviamente a me è capitato. Stavo nei sedili posteriori senza cintura (in Italia dobbiamo ancora abituarci bene..) e arriva un ragazzone alto alto e magro magro, vestito da donna, con una parruccona bionda in testa. Mi vede e mi urla: ” Galegaaaa!!! O cinto, minha filha!!”. E io, oddio, dice a me… Si avvicina e incomincia a
fare battute, a scherzare, a dirmi di mettere la cintura, il tutto condito dal suo fare effemminato portato all’eccesso. Galega è una parola che significa bionda. Non è il termine ufficiale, ma è un modo spiritoso per dirlo. Prosegui la lettura 'Stoooop!!!!!!!'»
E’ la primissima cosa che ho visto del Brasile e la primissima che mi ha colpito: il verde. Scesa dall’aereo, la prima volta che sono venuta qui, e imboccata l’autostrada, sono rimasta senza parole. Una strada e la giungla. E che noi trentini al verde ci siamo abituati, viviamo accerchiati da bellissime montagne. Ma qui è un verde diverso, un verde più verde, una natura di un altro tipo, che resta così tutto l’anno. E’ bellissima. Si vede che è rigogliosa, viva, che cresce in ogni dove, selvaggia e potente. Mi sono innamorata di questa natureza. Continuo a scattare foto inutili mentre vado in macchina (da passeggera, ovvio), a destra e a sinistra, solo per immortalare quella collina là, o quel paesello nel verde laggiù. In realtà, lungo le strade, di case ce ne sono eccome. Avevo accennato al fatto che non riesco ancora a capire dove finisce una città e ne inizia un’altra. Prosegui la lettura 'Verde che più verde non si può'»
In un articolo precedente avevo nominato la Kombi. La sua funzione, generalmente, è quella di portare in giro le persone, facendo un servizio tipo taxi o autobus. Non serve la fermata, ogni Kombi ha una striscia di un colore diverso in base al percorso che fa, costa poco (circa 0,50 cent di euro, per qualsiasi tratta, lunga o corta che sia), ce
ne sono in giro un sacco, e si respira, perchè di solito girano con i portelloni aperti
. Per fare una lunga tratta, volendo si arriva anche a Recife in Kombi, bisogna cambiarne diversi. Ma di solito si consigliano tratte brevi, per il costo (che prendine 4 o 5 alla fine ti costa di più dell’autobus) e per la loro stabilità. Guidano molto veloci, e la stabilità di questo veicolo non sembra essere proprio il top. Perciò meglio non trovarsi in autostrada in kombi. Prosegui la lettura 'A Kombi'»
Questo é un sito molto interessante in portoghese/spagnolo/inglese dove potrete trovare case/ appartamenti in affitto nei posti più belli del Brasile.
aluguetemporada.com.br
Yessss, avete capito bene, cena con coccodrillo. Appena ho visto il volantino dell’azienda che li alleva mi è venuta la pelle d’oca: foto scabrose che immortalavano l’intero trattamento, morte, sezionamento e compagnia bella. Sembra che la carne di coccodrillo sia molto sana e priva di grassi, insomma, perfetta per chi ha problemi di colesterolo. Lo slogan pubblicitario sul volantino diceva: ” Prodotto ecologicamente corretto. Sapore, salute coscienza ambientale”. Ecologicamente corretto?? Sì perchè non cacciano i coccodrilli nel loro habitat naturale, ma li allevano loro. Vabbè…fatto sta che non immaginavo che i coccodrilli si potessero anche mangiare. Vi lascio il link così se siete curiosi potete darci un occhio
www.coocrijapan.com.br Prosegui la lettura 'Jantar com jacaré (cena con coccodrillo)'»
Ieri ho scoperto un lato di Recife che mi è piaciuto tantissimo. La parte con le viuzze piene piene di negozi, la gente solo a piedi salvo qualche macchina che si fa largo nella folla, andando a passo d’uomo e suonando il clacson. Premetto che finora la mia conoscenza di Recife (una metropoli tutta sgarruppata, ma piena di vita) si limitava a una churrascheria (slurp) e a qualche ufficio pubblico. Perciò macchina, locale, macchina, casa. Insomma, niente di che. Prosegui la lettura 'Silenzio? cos’è???'»