Il veleno è servito

di , 6 novembre 2012 15:25

Il Brasile è il principale consumatore di agrotossici al mondo. Consuma da solo il 20% degli agrotossici mondiali, con un consumo procapite di 5,2 litri. Una cifra allucinante! Gli ortaggi più contaminati sono il peperone, la fragola ed il cetriolo. E’ dal 2008 che il Brasile vanta questo triste primato. Secondo il settimanale BRASIL DE FATO , che riporta un interessante reportage sui veleni usati in agricoltura, in Brasile negli ultimi 10 anni il business del veleno è cresciuto del 190% , contro una media mondiale del 93%. Se il dato mondiale è preoccupante, quello brasiliano è sconvolgente: una crescita annua del 19%. Più del 70 % delle terre agricole sono coltivate con le monoculture di soja, canna da zucchero, miglio e l’allevamento di bestiame. Quasi tutto viene esportato, mentre il 70% del consumo interno di prodotti agricoli, giunge sulle tavole dei brasiliani grazie al piccolo agricoltore.

Nelle proprietà inferiori ai 10 ettari, “solo” il 27% fa uso di veleni mentre nelle proprietà superiori ai 100 ettari ne fanno uso l’80% delle proprietà.

Un dato che fa intendere molto bene di come la maggior parte dei veleni sia usata dalle grandi monoculture dei latifondisti.  L’unico modo per mantenere centinaia di ettari di monocultura è spargere litri e litri di veleni tossici. Un sistema agricolo industriale che non crea manodopera ed inquina aria, terra e falde acquifere, ma in compenso arrichisce le straniere, grandi produttrici  di veleno. Sono 6: la Syngentia/Astra, la Zenaca/Novartis, la Monsanto, la Bayer, la Dupont, la Basf e la Dow. Assieme possiedono il 70% del mercato brasiliano degli agrotossici. Un modello agricolo destinato ad arricchire solo le grandi multinazionali a discapito dei popoli. Chi oggi opera con la monocultura domani dovrà indebitarsi, o giá lo fa, per comprare altri veleni e semi ogm, e con la terra ormai diventata sterile dipenderà sempre più da speculatori esteri, ai quali dovrà vendere le terre.

L’aspetto positivo, in tutto questo, é che si sta creando una controffensiva contro l’agricoltura degli agrotossici sempre piú efficace, fatta di associazioni contadine e di consumatori. Purtroppo, in questo, la politica anche se di maggioranza “sinistra” , non aiuta, anzi, é a favore della monocultura, giácche produce i prodotti che assieme ad altre materie prime formano l’80% delle esportazioni. C’é da dire che le varie associazioni mi sembrano ben agguerite, anche perché é crescente la richiesta di prodotti biologici, le stesse stanno coinvolgendo al massimo i piccoli agricoltori per far sì che vengano coltivati più prodotti agricoli biologici. Vengono fornite informazioni su tecniche di coltivo agroecologico come la mandala (foto sotto) e altre forme di agricoltura famigliare. Con un amico ci stiamo interessando molto a questo segmento, proveremo a fare una mandala anche noi e a capire come poter sviluppare al meglio la permacultura a discapito della monocultura. Siete invitati a partecipare con informazioni, link e visite. Vi terró aggiornati.

S.

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