Inceneritore: l’alternativa c’é

di , 21 luglio 2011 00:17

Sentire parlare ancora di inceneritore a Trento mi fa venire i brividi, cogliere il totale disinteresse della maggior parte dei trentini mi lascia sgomento. Ci siamo convinti che all’inceneritore non ci siano alternative e che anzi sará fonte di energia e reddito. E che dire del nostro continuo delegare il nostro futuro a politici mediocri,quando va bene, che stanno mandando in malora il nostro Paese?

Andiamo per ordine, gli inceneritori senza il contributo derivante da parte della nostra bolletta, Cip6, sono economicamente insostenibili, non si mantengono, il che, detto in tempi di crisi, non è da poco. Paghiamo un 6-7% in più sulla bolletta dell’energia per finanziare le energie rinnovabili e assimilate, in realtà finanziamo gli insostenibili inceneritori che devono bruciare rifiuti, una presa per i fondelli. Per una P.A.T che sostiene e pubblicizza la raccolta differenziata spinta non vi sembra cosa abbastanza strana che allo stesso tempo voglia creare un megabruciatore per rifiuti? Per me è un controsenso, come puoi convincere migliaia di persone a fare la raccolta differenziata, che implica una riduzione dei rifiuti, per poi fargli un inceneritore che a regime dovrà bruciare tot. tonnellate di rifiuti all’anno? Mettiamo il caso che i trentini siano dei raccoglitori doc, cosa facciamo importiamo monizza per far funzionare l’inceneritore? Sarà che sotto sotto non ci sia un disegno politico-economico? Ma certo che c’è state tranquilli, tutto mondo è paese, vero che la mia terra è un paradiso ma è frequentata da uomini :) guarda il PDF.

Non entro nell’aspetto salute, penso solo che una cosa che viene bruciata non è che sparisce, si trasforma in altro. E sembra anche che quando si tratta di fare controlli approffonditi sulle emissioni di questi megaimpianti benedetti dalla politica, dall’ industria e perfino dal clero si incontrino diverse, per stare in tema, nebulose. Vedi questo PDF.

Quando in una città come Trento, proiettata a diventare città di università e centri ricerca con un territorio a vocazione turistico agricolo, sento dire che non ci sono alternative all’inceneritore, mi rattristo. Campus universitari, milioni spesi in centri ricerca e il nostro futuro sarebbe bruciare la monnizza? Una Provincia e un comune come Trento dovrebbero essere di esempio e non seguire i casi di città come Brescia, dove gli affari delle lobby hanno prevaricato gli interessi dei cittadini.

La foto pubblicata è di un mio carissimo amico, lo striscione è in bella vista in una strada dove il nostro ormai principe-vescovo, nonchè Presidente della Provincia Dellai passa spesso. Il mio amico, che vede il bicchiere sempre mezzo pieno, spera di sensibilizzare il Presidente, lui almeno da il buon esempio e sentite sentite, non è un comunista ed è pure imprenditore :). Qui sotto alcuni link dove potrete trovare l’alternativa e raccolta firme per fermare questo aborto:

trentinopulito.org 

terranews.it

S.

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