Pipa 2012

di , 2 ottobre 2012 00:04

Sono passati ormai 3 anni buoni dalla prima volta in cui sono andata a Pipa (Rio Grande do Norte), e questa è stata l’unica località extra-pernambucana che ho visitato svariate volte. Sei volte, per essere precisi. Non è poca cosa. Le cose sono un pochino cambiate dalla prima volta in cui sono stata.

In primo luogo, la strada per arrivarci: l’autostrada è stata praticamente completata e in 3 ore di macchina si è già a destinazione, il che rende questa meta  decisamente a portata di mano. Per lo meno per noi, che ormai abbiamo assimilato il concetto brasiliano di distanza.

Il turismo è sicuramente aumentato e il villaggio in sè è “occupato” dagli argentini. C’è stata una vera e propria invasione argentina di massa, che ha preso in mano quasi l’intero settore alberghiero (ristoranti compresi) e del commercio. Il che non dà nessun problema, ci mancherebbe. Però si ritorna sempre al solito discorso di non sentirsi nel “vero Brasile”, di non riuscire quasi a comunicare in portoghese in maniera fluente, etc. etc. etc.

Però, però, però…. io ci continuo a tornare, e se avessi 3 gg di ferie domani, ci tornerei di nuovo. Perchè dopo tutti questi anni, le spiagge sono rimaste le stesse. Splendide, pulite, semideserte nei periodi di bassa stagione e vivibilissime nei periodi di altissima. Per sei volte (giuro!!!! Tutte le volte!!), immergendomi nelle acque della Baia dos Golfinhos, mi sono ritrovata a nuotare con 3 o 4 delfini che ci giravano intorno, senza lasciarsi avvicinare troppo da poterli toccare, ma abbastanza per poterli vedere bene. Ci tornerei anche per le scimmiette che camminavano sul tetto del nostro ostello, ci tornerei per vedere le tartarughe marine sbucare dall’acqua con la loro testona quando la marea si alza, ci tornerei per surfare qualche onda.

Per non parlare della cosa più emozionante che abbia mai visto in natura: nella Praia das Minas abbiamo avuto la fortuna di assistere a una desova, la nascita di un centinaio di tartarughe marine. Vedere questi esserini minuscoli, ciechi, uscire dalla sabbia e correre in direzione dell’oceano, così violento e pericoloso, è stato uno spettacolo veramente unico!

Ecco, per tutti questi motivi ci ritornerei.

Però devo fare un’errata corrige al mio post precedente: quando parlo del giro in Buggy sulle dune di Genipabu (a nord di Natal), che ne vale veramente la pena…beh, era il 2009 e sulle dune non c’era nessuno. Tutto sembrava incontaminato. Ho avuto l’opportunità di rivedere gli stessi posti un anno dopo, per portare mia sorella. Adesso dico: evitate. Lo so che arrivare fino lì e non fare un giro sulle dune può sembrare un peccato mortale. Ma quello che ho visto mi è sembrato mille volte peggio: un numero sconsiderato di buggy (più di 60) , tutti raggruppati negli stessi posti. Immaginate la moltitudine di persone presenti. Le dune ormai erano un’autostrada di terra battuta. Cartelli che dicono “area protetta”, “proibito salire sulle dune”, recinti per delimitare ormai finiti per terra…. insomma, non so per quanto possa durare ancora. Dopo aver scoperto la pace dei Lençois Maranhenses, e la bellezza della dune di Jericoacoara, trovo veramente orribile quello che il turismo zero sostenibile sta facendo in quella zona (splendida tra l’altro) del Rio Grande do Norte.

Insomma, Pipa regala ad ogni giro un’emozione sempre nuova. Basta saperla cogliere e godere in maniera sana e il gioco è fatto: anche una meta turistica può rivelarsi un paradiso!!

A.

 

p.s. consiglio: evitate agosto!! Pipa diventa una colonia di italiani!! Niente contro i miei conterranei, per carità….però…

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