questa casa non è un albergo

di , 10 ottobre 2012 12:09

Sì, perchè non voglio mica che mi si paghi. In questi anni è passata così tanta gente da casa nostra, che la mia tentazione è quella di iscrivermi al sito di CouchSurfing, per ricevere gente da tutto il mondo. Lo spazio non manca, la voglia nemmeno. Dev’essere culturalmente molto interessante confrontarsi con altre culture, interagire, far conoscere un poco del posto in cui viviamo. Sandro non è molto per la quale, e da un certo punto di vista lo posso capire: se almeno si avesse un’idea anche vaga di che persone ti arrivano in casa, sarebbe molto meglio.

Nonostante tutto, ho conosciuto un sacco di persone che viaggiano quasi solo in questo modo, e le esperienze di chi va e di chi accoglie, per ora sono state quasi sempre positive.

Noi stessi abbiamo accolto persone che quasi non conoscevamo. L’ultima è stata pochi giorni fa: ho accolto per un paio di giorni un ragazzo di Petropolis (Rio de Janeiro), che avevo conosciuto alcune settimane prima a Jericoacoara. Lui sta facendo un viaggio per l’America Latina, zaino in spalla, perciò come non offrire casa nostra come punto d’appoggio per alcuni giorni essendo sulla strada? Certo, l’avevo già conosciuto e avevo capito che era un tipo a posto, ed è stata una bella esperienza, quasi assurda: io e le mie amiche italiane a fare da guida turistica per Recife e Olinda a un brasiliano! :-)

Insomma, forse al sito non ci iscriveremo, ma per chi passa da queste parti la nostra porta è sempre aperta (a meno che il divano non sia già occupato). E, in caso contrario, conosco alcune persone di qui che sono iscritte e che potrei raccomandare.

La cosa che più mi fa sorridere è che ci persone della mia città, che conosco, che se la menano all’idea di farsi ospitare. Decisamente non è nella nostra cultura trentina… ma per piacere, rilassiamoci un po’!!!

E buon viaggio a tutti!!

A.

 

 

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