Ritornando alla sanità

di , 14 dicembre 2012 08:54

Sandro mi ha chiesto di scrivere qualcosa al riguardo, di esporre anche il mio punto di vista. Da dove posso cominciare? Ho paura che l’Italia arrivi a quello che noi stiamo vivendo qui in Brasile, e meno male che non vivo negli Stati Uniti. Qui abbiamo l’assitenza sanitaria pubblica. Discordo da quanto dice Sandro: la sanità pubblica brasiliana non è male. Se ne parla molto male, questo sì, perchè i tempi di attesa sono eterni. Talmente eterni che aspettando potresti anche morire. Hai bisogno di una vista neurologica? Se sei fortunato te la fissano 4 o 5 mesi dopo. E dopo aver passato una notte (sì, notte, avete letto giusto) in coda per prenderti l’appuntamento. Perchè ci devi andare di persona. Quello che voglio dire è che, se non fosse per i tempi di attesa, la qualità è buona. I medici sono bravi e competenti. Conosco persone che hanno subito interventi molto delicati e si sono trovati bene. Oltretutto è risaputo che se sei vittima di un incidente grave o di una ferita da arma da fuoco è al pubblico che devi andare. Là sono pratici, sono abituati, sanno subito cosa fare.

Passiamo al privato. Io ho un’assicurazione privata, perchè così le visite di vario genere le posso fissare nel giro di una o massimo 2 settimane. E anche perchè ti mettono in testa che la devi fare. Facciamola allora. Sarà sinonimo di qualità? Tsè, nei nostri sogni, forse. Cosa succede? Supponiamo che un otorino guadagni 200 reais a visita (nel proprio ambulatorio privato). Se il paziente ha un’assicurazione sanitaria (e perciò non sborserà un centesimo per quella visita), il medico riceverà dall’assicurazione privata una cifra irrisoria. Si parla di cifre che vanno dai 10 ai 50 reais a visita (non sono valori precisi). Questo cosa implica? Che il medico, per guadagnare qualcosa, dovrà visitare molti più pazienti al giorno, il che comporterà un visita molto più frettolosa e un tempo sempre maggiore di attesa per una visita specialistica. Oltretutto i migliori medici si rifiutano di aderire alle assicurazioni sanitarie, perchè si sentono (giustamente) sfruttati. Riceveranno solo privatamente chi avrà i soldi per pagare il valore intero (che può anche arrivare a 300 reais a visita). Come dargli torto? Dunque il rischio è che i medici coperti dall’assicurazione privata non siano nemmeno tra i migliori. Ragazzi, un medico che guadagna meno di una che fa le unghie sarà affidabile?? Non possiamo sperare che lo faccia per la patria. Alla fine, chi ne paga le conseguenze sono sempre i cittadini, che sborsano cifre assurde per una sanità di discutibilissima qualità. Nel 2011 ho pagato 2.500 reais di assicurazione. Ne ho usata solo per 500 reais circa. Mi viene voglia di andare a fare visite idiote per ogni stupidata. Ma se tutti lo facessero si ingolferebbe il sistema. Eppoi rischierei di essere tagliata fuori.

Il lato buono dell’assicurazione sanitaria è che posso andare nei Pronto Soccorso di alcuni ospedali validi, come mi è già successo. Però, anche qui, non è molto ben fatto. Ti fanno un’iniezione e ciao ciao. Non ti mandano dallo specialista, come succede spesso da noi (anche senza esserci l’emergenza del ricovero). E nemmeno ti consigliano qualcuno perchè tutto dipende dalla tua assicurazione sanitaria. Devi solo aprire il tuo libretto e guardare la lista dei medici che sono coperti dalla tua assicurazione e scegliere alla cazzo e incrociare le dita. Bel sistema, eh?

E non si investe nel pubblico…queste assicurazioni sanitarie sono delle sanguisughe, chissà che cosa c’è sotto. Pagare sanità e istruzione sono due cose che vanno contro la mia logica di vita ideale. E ho paura che l’Italia diventi uguale (in quanto ai tempi d’attesa ci siamo già…). Se poi gli stessi cittadini italiani, anche senza necessità (come nella realtà trentina), scelgono il privato, non danno certamente una mano.  Che poi, chi diavolo è che dice che i medici del privato sono migliori? Cioè, mi dico, dove sta scritto? Si dice? Ah, beh, ok… se ascoltiamo le chiacchiere da bar…

Ultimamente sto incrociando le dita per troppe cose….

A.

10 commenti per “Ritornando alla sanità”

  1. Pietro scrive:

    Continuo a non capire come la gente non sia informata sul sistema sanitario americano… non e’ vero che non ci sia un sistema sanitario pubblico, prova ne sia che 1/6 del budget federale e’ assorbito da programmi come Medicaid e Medicare. Sono questi programmi completamente gratuiti dedicati alle fasce protette, come i disoccupati, le madri single, le famiglie molto numerose, i malati cronici, gli handicappati, ecc. Il sistema provvede alloggio, food stamps (buoni per comprare il cibo), trasporti pubblici gratuiti, assegni quindicinali, telefono cellulare con 400 minuti di credito e, ovviamente, copertura medica completa, che si estende alle medicine e ad un eventuale supporto psicologico. Quante altre nazioni possono dire questo?

  2. Sandro scrive:

    L’Italia. Non so per quanto ancora ma la sanità italiana è la seconda migliore al mondo subito dopo la Francia. Una buona sanità pubblica dovrebbe essere uno dei principi di uno stato democratico. Non vivresti più tranquillo sapendo che c’è qualcuno che può pensare alla tua salute nel momento del bisogno? Questo non significa poter ingozzarsi di Hamburgher fino a scoppiare! In un mondo che mangia sano c’è molta meno necessità di ospedali. Non ti sembra una presa per il c…? Ci invogliano a mangiare schifezze per aumentare il PIL,così aumentano i costi della sanità così aumenta di nuovo il PIL. Negli Usa dovrebbero fare dell’Istruzione alimentare fin dall’asilo, sarebbe interessante sapere quanto l’obesità incide su quel 1/6 che accennavi.

  3. Pietro scrive:

    Lo fanno Sandro, è la campagna che sta portando avanti la First Lady Michelle Obama da 4 anni… Se la sanità italiana e’ così valida perché vengono in USA ad operarsi per le cose importanti? Il principio qui è che se NON sei una categoria protetta la sanità te la paghi. Ti fai una assicurazione medica da $150 al mese e quando ne hai bisogno la usi, e visto che paghi un bel ticket pesante ci pensi bene prima di chiamare l’ambulanza per una unghia incarnita… In Italia invece ti detraggono dalla busta ben di più e tutti ne abusano… preferisco avere la scelta. E comunque finchè pagherò le tasse in Italia ogni volta che torno approfitto della sanità pubblica per le piccole cose, visto che è un mio diritto (pagato profumatamente) ne usufruisco

  4. Sandro scrive:

    Ciao Pietro, ho visto la first lady zappando l’orto 😉 e mi ha fatto piacere, ma non capisco se poi c’è un vero programma insegnato nelle scuole. Mi dici che negli USA vengono ad operarsi per cose importanti, bene ma se per un mal di pancia o una frattura devo spendere migliaia di $ perchè non sono assicurato a me non sta bene, difatto sostengo che la sanità in uno stato democratico deve essere pubblica. Se poi nel filmato Michael Moore dice delle balle, allora è un’altra storia e ne riparliamo. Anche se assicurato, qui in Brasile non mi sento tranquillo come quando sono in Italia, sulla salute delle persone non si dovrebbe lucrare.

  5. Pietro scrive:

    mi preparo bene per quando ci vediamo, cosi magari ne parliamo tra una caipirinha e l’altra :)

  6. Pietro scrive:

    comunque se non sei assicurato e’ una scelta tua, poi non ti puoi lamentare… ripeto, il costo di una assicurazione e’ inferiore a quello che ti detraggono d’ufficio dalla busta paga in Italia (quindi anche li la sanita la paghi, e ben profumatamente…)

  7. Sandro scrive:

    Sí hai ragione ma lo stato non puó non passarti i costi delle cure dicendo che avevi una malattia che a suo tempo non hai dichiarato, solo perché magari non sapevi di averla. Comunque sí, finiremmo il discorso tra una caipirinha e l’altra, alla faccia di chi ci vuole male :)

  8. Anna scrive:

    cristo, io nn voglio esserci in mezzo a quelle caipirinhe. :-)
    Cmq pensavo…sarebbe come un campo di sterminio se per quella fascia VERAMENTE disagiata non ci fosse una sanità pubblica. Perciò mi viene da dire: “è il minimo”. Il problema dev’essere per quella fascia che non è così disagiata da avere diritto alla sanità pubblica, ma che non ha nemmeno molti soldi da permettersi l’assicurazione. Forse funziona bene solo per chi è sano, ha 2 lire in tasca e non gli viene praticamente niente per tutta la vita.
    Ma vi lascio alle vs caipirinhe :-)

  9. Pietro scrive:

    Anna, sull’ultima parte hai ragione, ma anche qui sanno che e’ solo un’apparenza. Come spesso dicono: ogni americano e’ solo a un problema medico serio dalla bancarotta (la traduzione non rende molto, ma spero che il concetto sia chiaro).
    Personalmente rimango sulle mie posizioni, dico solo di non correre a strillare ai quattro venti che in USA il sociale non esiste…

  10. Anna scrive:

    in realtà l’articolo si riferiva alla sanità brasiliana, perchè è dove vivo. Effettivamente non ho mai vissuto negli USA, perciò non posso espormi troppo. FAtto sta che per principio sono contraria a tutto ciò che è privato, specie se non hai possibilità di scelta. La mia domanda è: se uno non ha l’assitenza sanitaria negli USA e però non fa parte nemmeno della categoria sociale più disagiata, e fa un incidente in macchina… è fottuto??? O c’è qualcuno che ti ricovera gratuitamente? Questo non capisco. Qui almeno tutti passano per il pubblico in primis, e poi direzionati verso i vari ospedali privati (se in possesso di assicurazione, ovvio). Cmq sono abbastanza tendente all’anti-americanismo…solo vivendoci potrei forse scoprire che sono in torto su tutto. :-)

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