Sogno europeo

Gli italiani, incredibilmente, qui sono super ben voluti. Il turista italiano è sempre apprezzato in Brasile. Esattamente non so per quale motivo, però è così. C’è da dire che in generale gli europei sono sempre ben graditi. Ok, forse è per i soldi. Ma io credo che, in realtà, sia anche una questione di curiosità nei nostri confronti. Soprattutto nei piccoli centri, dove non sono abituati a vedere turisti, siamo guardati quasi come extraterrestri. Le ragazze in particolare sono gentilissime con noi donne. Super socievoli, cordiali, curiose. C’è una ragazza che lavora qui al Residence. Gentilmente mi ha chiesto se posso dare lezioni di italiano gratuite alle sue due figlie. E che loro sono curiosissime di conoscermi. Al momento della lezione sono arrivati in 5. Lei, i suoi 4 figli e una nipotina. Tutti ad assistere alla lezione in religioso silenzio. E lei mi dice: “Sono venuti tutti perchè erano curiosi di vedere un’italiana”. Questa cosa fa sorridere, no? Qui in Brasile, dal canto mio, c’è una visione un po’ distorta dell’Europa. Sono convinti che siamo tutti ricchissimi (io ho cercato di spiegare loro che il nostro stipendio è proporzionale al costo della vita, e a volte nemmeno troppo proporzionale), che sia perennemente inverno con 10 gradi sotto zero (ok, al nord ci sono solo 3 mesi di caldo..), che in Europa non esista la criminalità, la violenza, i furti, gli omicidi, gli assalti, le rapine. Sono convinti che sia un paradiso. Sento tanti che dicono che vogliono andare in Europa perchè sono stufi di vivere con la paura di essere rapinati. In realtà, vorrei vedere se a Napoli si sentirebbero più al sicuro. O in qualsiasi altra grossa città italiana o europea. Certo, se vai a vivere in un paesino in montagna puoi stare tranquillo, ma questo è uguale anche qui. Ovvio, qui c’è più microcriminalità dovuta all’enorme divario tra ricchi e poveri. Però espatriare in Europa con la convinzione di poter andare in giro con 2000 euro in borsa senza il minimo timore mi sembra un’utopia. Io ho imparato in Spagna a chiudermi in macchina con i finestrini chiusi, ferma ai semafori. E a non fermarmi quando qualcuno è in panne a lato della strada (fingono di avere un problema alla macchina, ti chiamano – di solito prendono di mira i macchinoni – e una volta che scendi, sbuca il complice e ti frega la macchina). O a stare attenta ai motociclisti che non ti forino le gomme per far sì che ti fermi. Però c’è da dire che la maggior parte dei brasiliani che ho conosciuto ama alla follia il suo paese e non lo lascerebbe mai per andare in Europa. E sentirlo mi fa un enorme piacere.

A.

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