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Ultime parole famose

Dopo anni senza scrivere, mi ritrovo a leggere i nostri vecchi post e mi sorprendo di quante cose siano cambiate. Visioni, punti di vista, realtà che cambiano. Sì, saranno necessari alcuni aggiornamenti. Una cosa è arrivare e scoprire tutte queste cose nuove, un’altra è vivere per anni e scoprire come realmente sono.

Un esempio: adesso abbiamo una moto (“ha” sarebbe il verbo più corretto)! E’ diventato il mezzo di trasporto ufficiale di Sandro. Alla mia facciazza che anni fa diceva:  MAI NELLA VITA UNA MOTO IN BRASILE.

Ecco, appunto.

A.

 

 

Problemi linguistici

Dopo 5 mesi che sono qui, oggi, per la prima volta, mi hanno corretto la pronuncia di una parola. La parola è buraco, la buca, il buco, che ho nominato innumerevoli volte per descrivere le strade di qui. Ne ho parlato sul blog, scrivendolo corretto, e ne ho parlato al lavoro e fuori, pronunciandolo sbagliato, come se ci fossero due R. Il problema è che la doppia R qui assume un suono mezzo aspirato, che non so spiegare a parole. Insomma, niente a che vedere con la nostra doppia R o con la R singola. Oggi a lezione (le lezioni sono in italiano, ma a volte do il significato in portoghese di alcune parole), uno studente (gli altri magari non ascoltavano nemmeno :-) ) non ha minimamente capito cosa stessi dicendo. Continua la lettura di Problemi linguistici

Novela das oito

caminho-das-indiasTutti sapranno che le telenovelas che trasmettono anche da noi in Europa hanno comunque origine proprio in Sud-America. Qui impazzano all’inverosimile: proprio poco fa è terminata una novela che si intitolava Caminhos das Indias. Questa telenovela (in piccola parte ambientata in un’ India ben poco rappresentativa, tutta oro e lucicchini) ha fatto furore. C’è la mania delle cose indiane: hanno aperto negozi di vestiti indiani, negozietti di oggettini indiani, sparano trasmissioni su come imparare a ballare quelle loro danze indiane. Continua la lettura di Novela das oito

Attendere prego

Ho la sensazione che metà della vita, qui, la si passi in attesa. In attesa di tutto. Aspettare e non spazientirsi direi che è un’ ottima regola per non farsi venire una crisi di nervi. E’ risaputo che, in genere, i brasiliani non arrivano mai puntuali. Fino ad adesso infatti non si sono smentiti. Ma questo, in fondo, non mi dispiace. Io sono una ritardataria cronica. Ovviamente, quando vado a dare lezioni a scuola arrivo puntuale. Ma su 12 studenti saranno 5 ad essere puntuali. Così aspetto i classici 5 minuti per vedere se arrivano. Ma alla fine iniziare 5 minuti dopo è peggio: innesca quel naturale meccanismo per cui tutti poi arrivano 15 minuti in ritardo. La cosa migliore è cominciare all’ora stabilita e i ritardatari si attaccano. Continua la lettura di Attendere prego

Popi rocki

Finalmente un sabato sera diverso dal solito!! Ieri sera siamo andati dai nostri amici a cena (al solito Le Monde che ci piace un sacco), e abbiamo deciso di uscire una volta chiuso il ristorante. Perciò ci siamo abbuffati, ci siamo bevuti un bel caffè per rimanere svegli (non siamo più abituati..) e verso l’una chiudiamo il ristorante e andiamo tutti verso Recife. Manoella, che è del posto, conosce diversi locali. Adora ballare e ci dice che andremo in un posto che si chiama Jardins (giardini).  Pronti, via, pieni di voglia di fare festa. Arriviamo a questo Jardins e ci restiamo malissimo. Dei giardini c’ha solo il nome. Tutto al chiuso, con l’aria condizionata sparata a chiodo. Prima di entrare chiediamo che musica fanno: forró. Gurgle… no, per carità, se c’è una cosa che proprio detesto è il forró. Continua la lettura di Popi rocki