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Qui in Brasile Part I

di , 4 dicembre 2013 10:12

brasil_2525_1Il Brasile attraverso gli occhi di un francese, Olivier. Per leggere l’articolo originale in portoghese clicca qui.

– Qui in Brasile, per tutto c´é una fila: fila per pagare, fila per ordinare, fila per entrare, fila per uscire e fila per aspettare la prossima fila. E due persone sono sufficienti per costituire una fila.

– Qui in Brasile l´anno comincia dopo il Carnevale.

– Qui in Brasile tutto è “da gay”. Bere té é da gay. Ordinare una Coca-Zero é da gay. Giocare a pallavolo é da gay. Bere vino é da gay. Non amare il calcio é da gay. Essere francese é da gay. Essere gaucho é da gay. Essere di Minas Gerais é da gay. Curarsi nel vestire é da gay. Non dire che qualcosa é da gay: anche questo é da gay.

– Qui in Brasile gli uomini non sanno fare nessun tipo di lavoro in casa: non sanno pulire, non sanno usare le lavatrice. Non sanno cucinare, neanche per la sopravvivenza: tipo cucinare riso o pasta. Non sanno cucire un bottone. Non sanno neanche fare cose che, fuori dal Brasile, sono considerate estremamente “da uomini”, come cambiare la ruota di una macchina. Sono veramente cresciuto in un altro mondo…

– Qui in Brasile ostentare la ricchezza è molto comune: macchine importate, ristoranti carissimi in quartieri chic, club esclusivi la cui tassa associativa raggiunge valori stratosferici.

– Qui in Brasile, nei bar e nei ristoranti, le coppie si siedono uno accanto all’altro, come se fossero in macchina. Prosegui la lettura 'Qui in Brasile Part I'»

Diamo il via alle citazioni!

di , 27 novembre 2013 11:49

Dopo che uno dei miei articoli é stato citato in un altro blog ho deciso di farlo anch´io.  Un amico che viveva qui in Brasile mi ha  mandato un link interessantissimo: la visione del Brasile attraverso gli occhi di un francese. Non é una visione soggettiva e personale, ma oggettiva e divertentissima, riassunta in una cinquantina di punti. Ovviamente non tutti i brasiliani l´hanno presa bene, nonostante fosse tutt´altro che offensiva. L´articolo é scritto in portoghese, per questo tradurró i punti piú interessanti e li posteró, a rate. Leggendo questo francese mi sono resa conto di come noi europei restiamo colpiti dalle stesse cose. Alla fine, quando i brasiliani dicono : “voi europei”, non hanno tutti i torti, non siamo poi cosí diversi come pensiamo!! Anche se, a volte, un “voi italiani….” ci sta tutto!!

A.

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