COP 15 – COPENHAGEN 2009
E’ di oggi la notizia che, come da una stima del ministro dell’ambiente Carlos Minc, il Brasile dovrà spendere 10 miliardi di reais ogni anno per i prossimi 10 anni. Questo per poter raggiungere la meta della riduzione delle emissioni di gas serra proposta al COP 15. Sempre lo stesso ministero conferma la proposta del Brasile fatta a Copenhagen, quella cioè di ridurre le emissioni da qui al 2020 del 36-39%. ” Posso dire che non avremo spese inferiori a 10 miliardi di reais all’ anno, per una decade, il che significa 100 miliardi di reais”, afferma il ministro.
Secondo Minc, in viaggio per Copenhagen, per finanziare la proposta saranno utilizzati dal governo federale il ”Fundo para Mudanças Climáticas” che riceverà le royaltes del petrolio e il “Fundo da Amazonia” che ha ricevuto un miliardo di US$ dalla Norvegia. Il ”Fundo para Mudanças Climáticas” riceverà un miliardo di reais all’anno.
Afferma Minc:”Copenhagen non sarà un fallimento”. Da Copenhagen sicuramente si uscirà con un accordo firmato, ma in questo accordo non saranno risolte tutte le questioni. Non facciamoci illusioni al riguardo.”
Nelle valutazioni del ministro, il fatto che il Brasile abbia deciso di presentare una sua proposta al summit ha indotto altri paesi emergenti a fare lo stesso. ” Altri paesi ancora riluttanti come l’Indonesia, la Corea, la Cina, l’India e ieri il Sud Africa, hanno presentato mete che sono differenti, hanno criteri differenti. Ma quello messo sul tavolo non può essere ritirato. Anche se non si arrivasse ad un accordo su tutto, e non si arriverà ad un accordo su tutto, sarà creata una solida base. Quello che i paesi hanno messo sul tavolo in questo mese non sarà ritirato.”
Incentivi
Per aiutare il paese nella riduzione delle emissioni di gas tossici, Minc disse che il Ministero dell’Industria annuncierà in breve nuovi incentivi tributari a chi previligerà l’ambiente nella produzione, come è già successo con la concessione dell”IPI verde”, un’ imposta agevolata sull’acquisto di automobili a bassa emissione di CO2. Tra i prodotti che ne devono usufruire, il ministro cita materiali riciclabili, come il vetro e la plastica, automobili elettriche e attrezzature solari ed eoliche.
Il ministro Mantega è completamente favorevole a questa idea. Aspetta a breve i nuovi incentivi tributari sui prodotti riciclabili, come la plastica e il vetro. L’Industria già sta studiando come poter fare, dice Minc, la questione ambientale e climatica si sviluppa quando entra nel sistema economico finanziario dell’economia reale, e non solo dalle nostre belle intenzioni e utopie.
La notizia, se comparata ad un articolo apparso su “Science”, lascia ben sperare. L’articolo riporta di una ricerca fatta da 18 ricercatori brasiliani e statunitensi che spiegano come con un massimo di 18 miliardi di dollari spesi nei prossimi 10 anni si possa salvare la Foresta Amazzonica dal disboscamento. I conti sono presto fatti: se il ministro promette di spendere 100 miliardi di Reais in 10 anni, per l’ Amazzonia dovrebbe destinarne 31. Un terzo del budget andrebbe speso nella salvaguardia della Amazzonia sotto forma di finanziamenti per disincentivare la deforestazione da un lato e un controllo e preservazione più rigorosi dall’altro. Ricordiamo che nelle previsioni e proposta del Brasile, la salvaguardia della Amazzonia vale una quota del 24% nella riduzione delle emissioni di gas serra. Per raggiungere il 36% di riduzione avranno ancora a disposizione 70 miliardi di reais. Sembra che le risorse non manchino, speriamo nelle intenzioni.
Per non dire un giorno…
S.


