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COP 15 – COPENHAGEN 2009

di , 9 dicembre 2009 12:09

E’ di oggi la notizia che, come da una stima del ministro dell’ambiente Carlos Minc, il Brasile dovrà spendere 10 miliardi di reais ogni anno per i prossimi 10 anni. Questo per poter raggiungere la meta della riduzione delle emissioni di gas serra proposta al COP 15. Sempre lo stesso ministero conferma la proposta del Brasile fatta a Copenhagen, quella cioè di ridurre le emissioni da qui al 2020 del 36-39%. ” Posso dire che non avremo spese inferiori a 10 miliardi di reais all’ anno, per una decade, il che significa 100 miliardi di reais”, afferma il ministro.

Secondo Minc, in viaggio per Copenhagen, per finanziare la proposta saranno utilizzati dal governo federale il  ”Fundo para Mudanças Climáticas” che riceverà le royaltes del petrolio e il “Fundo da Amazonia” che ha ricevuto un miliardo di US$ dalla Norvegia. Il ”Fundo para Mudanças Climáticas” riceverà un miliardo di reais all’anno.

Afferma Minc:”Copenhagen non sarà un fallimento”.  Da Copenhagen sicuramente si uscirà con un accordo firmato, ma in questo accordo non saranno risolte tutte le questioni. Non facciamoci illusioni al riguardo.”

Nelle valutazioni del ministro, il fatto che il Brasile abbia deciso di presentare una sua proposta al summit ha indotto altri paesi emergenti a fare lo stesso. ” Altri paesi ancora riluttanti come l’Indonesia, la Corea, la Cina, l’India e ieri il Sud Africa, hanno presentato mete che sono differenti, hanno criteri differenti. Ma quello messo sul tavolo non può essere ritirato. Anche se non si arrivasse ad un accordo su tutto, e non si arriverà ad un accordo su tutto, sarà creata una solida base. Quello che i paesi hanno messo sul tavolo in questo mese non sarà ritirato.”

Incentivi

Per aiutare il paese nella riduzione delle emissioni di gas tossici, Minc disse che il Ministero dell’Industria annuncierà in breve nuovi incentivi tributari a chi previligerà l’ambiente nella produzione, come è già successo con la concessione dell”IPI verde”, un’ imposta agevolata sull’acquisto di automobili a bassa emissione di CO2. Tra i prodotti che ne devono usufruire, il ministro cita materiali riciclabili, come il vetro e la plastica, automobili elettriche e attrezzature solari ed eoliche.

Il ministro Mantega è completamente favorevole a questa idea. Aspetta a breve i nuovi incentivi tributari sui prodotti riciclabili, come la plastica e il vetro. L’Industria già sta studiando come poter fare, dice Minc, la questione ambientale e climatica si sviluppa quando entra nel sistema economico finanziario dell’economia reale, e non solo dalle nostre belle intenzioni e utopie.

La notizia, se comparata ad un articolo apparso su “Science”, lascia ben sperare. L’articolo riporta di una ricerca fatta da 18 ricercatori brasiliani e statunitensi che spiegano come con un massimo di 18 miliardi di dollari spesi nei prossimi 10 anni si possa salvare la Foresta Amazzonica dal disboscamento. I conti sono presto fatti: se il ministro promette di spendere 100 miliardi di Reais in 10 anni, per l’ Amazzonia dovrebbe destinarne 31. Un terzo del budget andrebbe speso nella salvaguardia della Amazzonia sotto forma di finanziamenti per disincentivare la deforestazione da un lato e un controllo e preservazione più rigorosi dall’altro. Ricordiamo che nelle previsioni e proposta del Brasile, la salvaguardia della Amazzonia vale una quota del 24% nella riduzione delle emissioni di gas serra. Per raggiungere il 36% di riduzione avranno ancora a disposizione 70 miliardi di reais. Sembra che le risorse non manchino, speriamo nelle intenzioni.

Per non dire un giorno…

obama invecchiato a Copenhagen

S.

Deforestamento Amazzonico, i numeri.

di , 25 novembre 2009 19:06

Mentre la campagna elettorale dei prossimi candidati alle presidenziali brasiliane del 2010, si fa sempre più verde come riportato nel post precedente, vi do i dati degli ultimi 21 anni di quanti CHILOMETRIQUADRATI di foresta amazzonica sono stati abbattuti. Tra agosto 2008 e luglio 2009 è stato toccato il record di disboscamento minimo degl’ultimi 21 anni, SETTEMILAOTTO CHILOMETRIQUADRATI DI DISBOSCAMENTO. Annuncio dato dalla candidata presidente Dilma Rousseff. Alcuni giornali malpensanti (per fortuna esistono anche qui) scrivono che, tutto questo interesse per l’ambiente deriva dalla necessità di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dal black-out del 10 novembre, che ha lasciato al buio 18 stati per un totale di 70 milioni di persone. Ricordo che Dilma fino a 2 anni e mezzo fa era ministra di “Minas e Energia“  e che 2 settimane prima del black-out dichiarava in una radio governativa la sua fiducia nell’efficenza del sistema nazionale di energia elettrica da lei impiantato.

Dilma, sempre più verde, sarà la portavoce brasiliana del summit di Copenaghen. Nel frattempo,  prendendo gli avversari in contro piede, il governatore dello stato di San Paolo José Serra (PSDB), altro candidato alla successione di Lula, annuncia la sottoscrizione di una legge statale che diminuirà entro il 2020 l’emissione di gas Serra, :) , del 20% nello stato di San Paolo. Una cosa è da sottolineare: fino ad oggi nessuna campagna presidenziale è stata basata sul tema ambientale, una novità per il Brasile. Sicuramente, l’argomento è preso in considerazione dai candidati, dice Sergio Abranches, un esperto nel campo, non per l’interesse del popolo brasiliano, che relega il problema ambiente agl’ultimi posti, ma per una visibilità mondiale. I meriti di questa ESCALATION verde sono da attribuire alla senatrice ex PT ora PV-AC(Partito dei Verdi) Maria Silva, che con la sua entrata in campo nella corsa al “Palàcio do Planalto” e la sua critica alle non azioni del governo, ha costretto,  i partecipanti alla grande bagarre, ad una revisione dei loro programmi politici, inserendo un bel pò di verde. Grazie Marina Silva, The Original!!

I NUMERI:

1988 – 21050 kmq; 1989 – 17770 Kmq; 1990 - 13730 Kmq; 1991 – 11030 Kmq; 1992 – 13768 Kmq; 1993 – 14896 Kmq; 1994 - 14896 Kmq; 1995 - 29059 Kmq; 1996 - 18161 Kmq; 1997 – 13227Kmq; 1998 - 17383 Kmq; 1999 - 17259 Kmq; 2000 – 18226 Kmq; 2001 - 18165 Kmq; 2002 – 21523 Kmq; 2003 - 25396 Kmq; 2004 - 27772 Kmq; 2005 – 19014 Kmq; 2006 – 14196 Kmq; 2007 - 11633 Kmq; 2008 – 12911 Kmq; 2009 - 7008 Kmq.

Per un totale di  378.073 Kmq. corrispondente circa alla superficie del Giappone 377,873 Kmq.

 S.

 

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