Tag articolo: Scuola Dante Alighieri Recife

Si ritorna a scuola

di , 15 settembre 2015 16:11

Insegno da ormai 6 anni. Non é molto tempo, ma é giá qualcosa. Ormai il mio posto é alla lavagna, sono io che faccio le domande. Sono io che sprono gli studenti a parlare. Sono io che cerco di far vincere la timidezza agli alunni. Ché tanto non ci guarda nessuno, siamo tra di noi, non ci sono voti, non ci sono prove (al momento…), se sbagliamo cosa ce ne importa? Siamo qui per imparare e sbagliare é piú che lecito, anzi, impariamo proprio dagli errori. Sí,  anche in una lingua straniera , come nella vita.

La settimana scorsa tutti noi colleghi della scuola abbiamo partecipato ad una specie di corso di aggiornamento, in via totolmente informale. Eravamo solo noi, perció otto o nove persone in tutto. E la professoressa che ci dava alcune dritte per rendere piú dinamiche le lezioni e  consigli su come accattivare gli studenti. Ci tengo a specificare che i rapporti tra noi colleghi sono estremamente amichevoli, si esce a cena, a bere, insomma, siamo amici.

Quando la professoressa ci ha consegnato una fotocopia e ci ha fatto la fatidica domanda :”chi comincia a leggere?” c´é stato il silenzio di tomba. Io mi sono ranicchiata e ho abbassato la testa. Ho alzato lo sguardo per vedere le reazioni degli altri e ho incrociato qualche sguardo ben simile al mio. Beh, catapultata sui banchi di scuola, potevano essere le elementari o le superiori, nessuna differenza. La sensazione assurda di voler spronfondare, come quando il professore diceva : “oggi interroghiamo….” e tutti a frugare negli zaini, a far cadere la penna , guai a incrociare lo sguardo del prof. Ovviamente la cosa era cosí ridicola che sono scoppiata subito a ridere, ma la sensazione di imbarazzo era generale. Dopo averci fatto su una risata é tornato tutto alla normalitá.

Essere tornata studentessa per un giorno é stato bello, interessante e divertente. Sono ritornata un pochino indietro nel tempo e , ricordando cosa provavo allora, mi viene da essere piú comprensiva con i miei studenti di oggi.

A.

Ode al lavoro

di , 19 maggio 2015 14:03

944545_10151813476128933_2054283249_nOggi riprendo un post vecchio di alcuni anni, che volevo pubblicare nel 2010, ma poi mi é passato di mente. Mi si é ripresentata l´occasione per postarlo anche nel 2011, nel 2012 e cosí via, ma per un motivo o per l´altro lasciavo perdere. E adesso siamo nel 2015 e quasi quasi lo riscrivo.

Sembra che sia di chissá quale importanza. Ma no, in realtá non ne ha proprio nessuna, é solo un mio sfogo personalissimo.  E riguarda il mio lavoro.

Come avró giá detto, ripetuto e ribadito, il Brasile per me é stata una scoperta  a 360 gradi. Il paese, la lingua, la cultura e bla bla, di questo ho giá parlato. Ma il lavoro, per quanto mi riguarda, é stata la mia migliore scoperta. E con il lavoro la scoperta del tempo libero. Cioé, quello che di solito occupavo lavorando ad una scrivania, o dietro a un bancone si chiama vita! Il mio lavoro é la cosa piú meravigliosa che questo Brasile mi ha dato, un lavoro che in realtá é praticamente una terapia, che mi impedisce di pensare quando sono preoccupata, che mi rilassa quando sono stressata, che dá la possibilitá di vivere. Ok, per riuscire a vivere la vita ammetto che non guadagno molto, anzi, decisamente non molto. Ho rinunciato allo shopping inutile, al parrucchiere con molta frequenza e a tutta una serie di cose che….”ma chissenfrega”!!! Prosegui la lettura 'Ode al lavoro'»

A scuola

di , 15 luglio 2009 19:55

Mi sento un po’ in colpa. Nei miei ultimi articoli sono stata parecchio critica. Forse perchè sono stati giorni pesanti… o forse perchè piano piano comincio a sentirmi di casa e a vedere le cose come sono in tutti i loro aspetti, belli e meno belli. In realtà, io parto dal presupposto che questo è un paese bellissimo, ma che ha i suoi problemi, e questa non è una novità per nessuno. Non voglio dare l’illusione di un paese in cui vivi con niente, pieno di belle spiagge e culi che ondeggiano. Il Brasile è molto di più. Ovvio, per i turisti da resort è solo quello, ma i turisti da resort non li voglio nemmeno prendere in considerazione. Ma di tutto questo parlerò in un altro momento. Prosegui la lettura 'A scuola'»

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