Turismo sostenibile

Ladeira da SèNon l’avrei pensato ma mi devo ricredere! Ieri, quasi per caso, nell’inseguire il sogno di aprire una pousada ad Olinda, sono andato ad un incontro organizzato dal Comune di Olinda. All’inizio mi ricordava una delle tante riunioni alle quali ho partecipato in Italia, quando ancora lavoravo nel settore del porfido. Pensavo, sarà la solita passeggiata di politici o funzionari con niente di nuovo da dire o l’incontro di imprenditori con poca iniziativa. Con mia grande sorpresa, dopo una piccola introduzione da parte di un funzionario pubblico, prende la parola l’Assessore al Turismo della città di Olinda, si presenta, fa le lodi alla sua città e parla naturalmente di turismo e, udite udite, di turismo sostenibile. Ma come? Non ci potevo credere,  mi stavo emozionando solo ascoltando le sue parole. Stava dicendo di come Olinda si stesse orientando verso un turismo che fosse sostenibile.

Già dal primo giorno che l’ho conosciuta ne sono rimasto affascinato. Un luogo d’altri tempi, Olinda. Già dal nome si può capirne il motivo (pare che il primo colonizzatore portoghese, al vederla, abbia esclamato “Oh, que linda!” , ossia “Oh, che bella!”). E’ una città storica che traspira aria del ‘700 da ogni chiesa, da ogni mattone, con tutte queste casette in stile coloniale dipinte con colori pastello.  Piena di atelier dove si vende del coloratissimo artigianato locale, ricca di artisti, pittori, musici, scultori,…. semplicemente romantica. Quanto sarebbe bello aprire una pousada in questo posto, ma facendo qualcosa di diverso dal solito turismo, pensavo. A distanza di anni lo penso ancora, anzi, la crisi economica che ci ha colpito mi ha convinto ancora di più:  il turismo dovrà essere sostenibile. Dovrà preservare l’ambiente, la cultura e essere partecipe e parte integrante nello sviluppo della comunità ospitante. Oggi, troppo spesso e soprattutto nei paesi in via di sviluppo, al paese ospitante rimane ben poco di tutto il giro d’affari che una multinazionale del turismo sviluppa. Come riportato nella tesi dell’Elena, la nuova dottora di casa Pegoretti :), la percentuale si aggira intorno al 5 – 20%. Elena ha fatto proprio un gran bel lavoro nell’esporre un progetto di turismo sostenibile. Spero che un giorno apra un blog per gli appassionati, così potremmo capire meglio di come, tutti noi, potremo fare del sano turismo sostenibile!

S.

2 pensieri su “Turismo sostenibile”

  1. Finalmente scrivi qualcosa anche tu! 😉 pensavo “la donna” ti avesse esautorato (mica dice che in Brasile le donne fanno tutto loro?). Bello il progetto pousada, tienimi aggiornato… lo sapevi che Olinda è stata anche la prima capitale del Brasile? Inoltre fa parte del gruppo patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
    Per quanto riguarda il blog di Elena… resto a disposizione!

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