Vale do Catimbau – Pernambuco

di , 30 novembre 2012 20:50

Vivere in un paese caldo è bello, bellissimo. E vivere sul mare è veramente meraviglioso. Però, siamo sinceri, dopo un po’…che palle!! Il mare è sempre uguale, lo guardi da destra, lo guardi da sinistra, lo guardi la mattina, la sera… cambia di poco, un po’ i colori, e la marea, ogni sei ore. A volte cambiare aria fa bene. E in Brasile non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Ma senza pensare all’enormità del Brasile intero, pensiamo al semplice Pernambuco. Uno staterello piccolo (comparato con altri stati brasiliani), che si estende in orizzontale. Ha pochissimi km di costa (180 km circa), il resto è tutto nell’entroterra, con varie differenze paesaggistiche e climatiche. Passiamo dalla mata atlantica (clima umido), all’agreste, per finire nel sertão (clima semi-arido), che occupa circa 2/3 dell’ intero stato.

Detto questo, a Pasqua abbiamo deciso di esplorare nuove terre con una coppia di amici. Destinazione: Vale do Catimbau. Distanza: 300 km. Tempo di viaggio: 4/5 ore in macchina. Giorni a disposizione: 3.

Anche qui partenza senza aspettative, essendo un posto che pochissimi conoscevano. La nostra base è Buique, una paesino senza nessun attrattivo, se non quello di essere il punto più vicino al Parco del Vale do Catimbau (evitate assolutamente una pousada che si chiama FLANANDA: se non ci siamo presi la peste quella volta non la prenderemo mai più). In realtà, ero venuta a sapere di una signora che affittava alcune stanze della propria casa, nel villaggetto situato dentro il parco. Sarebbe stato magnifico, ma purtroppo un gruppo di biologi aveva già occupato l’intera casina.

Siamo arrivati lì alle 8 di mattina armati di buona volontà, voglia di camminare e di scoprire nuovi posti. E abbiamo chiesto alla guida di fare tutti i giri possibili, e quello che non saremmo riusciti a vedere quel giorno, l’avremmo visto il giorno dopo. Avreste dovuto vedere la faccia di questo poveretto: normalmente i recifensi arrivano e al massimo fanno 2 girettini di 1 ora e mezza in tutto. Tsk, noi siamo gente di montagna, gli diciamo. Non abbiamo fatto tutta ‘sta strada per non vedere niente e girarci i pollici nel paesino dove c’è nulla da fare. Perciò “vamo que vamo”!!

Ci siamo riempiti gli occhi di panorami mozzafiati, piccoli canyon, distese enormi di verde, di semi arido, di cactus, di formazioni rocciose di tutte le forme. Eravamo gli unici, e l’estensione del territorio è enorme! Zone così vaste, non abitate, che si estendono fino all’orizzonte, e vanno ben oltre, io non le avevo mai viste! E un tramonto dall’alto di una roccia per concludere in bellezza. Spettacolare.

Mi sono sentita privilegiata per aver visto un posto che pochi conoscono e che  nasconde bellezze naturali che, forse, vengono sottovalutate o non interessano a molti. Mi viene da fare il solito discorso che è una fortuna che non ci siano le frotte di turisti. Speriamo solo che continui ad essere preservato.

Che dire? Come meta di un viaggetto rapido, scelta azzeccatissima.

A.

A.

P.S. Un dettaglio che forse può essere interessante: in alcune rocce ci sono delle iscrizioni rupestri. Ma, sinceramente, mi hanno lasciata alquanto perplessa.

Lascia un commento

Panorama Theme by Themocracy